legge iniziativa popolare
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Nell’era M5S-Lega 16 leggi d’iniziativa popolare prendono polvere

Eutanasia, rifiuti zero ma anche disposizioni per il divieto del gioco d’azzardo e misure a sostegno della maternità e della paternità. Sono queste solo alcune delle proposte di iniziativa popolare, formulate e supportate grazie alle firme di centinaia di cittadini che prendono polvere tra gli scaffali del Parlamento. Sedici in tutto, tra Camera e Senato, nell’era in cui ora al governo ci sono gli anticasta: i 5 stelle e la Lega Nord.

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“Misure a sostegno dei disoccupati e dell’uscita anticipata dal lavoro”, “Norme per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati” sono solo alcune delle idee normative che rimangono ignorate da chi solitamente decanta la virtù della democrazia dal basso.

LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE: CECCONI SCRIVE AGLI EX COMPAGNI FICO E FRACCARO

«Vorrei richiamare la Vostra attenzione su un argomento che ritengo fondamentale per la tutela dell’equilibrio istituzionale donatoci dai nostri Padri Costituenti: le proposte di legge di iniziativa popolare. Ad oggi giacciono depositate alla Camera 16 proposte di legge popolare e nessuna di queste è stata ancora calendarizzata presso le Commissioni competenti. Al contrario, quando ho sollevato la questione dinanzi alla Commissione Affari Sociali, di cui faccio parte, ho ottenuto un fermo diniego sulla base dell’assunto che le proposte di legge popolare non siano parte del Contratto di Governo». Andrea Cecconi, deputato del gruppo Misto-Maie, ex M5s, si è rivolto così al presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e al ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, con due lettere inviate oggi. «La Camera dei Deputati, così come il Senato, è espressione diretta del voto popolare e detiene il potere legislativo, che e’ altro rispetto al potere esecutivo di cui il Governo e’ investito. Pertanto – si legge nella lettera – chiedo al presidente Fico se non ritenga opportuno dare impulso ad una modifica del regolamento della Camera dei Deputati, in conformità con quanto avvenuto presso l’altro ramo del Parlamento, e al ministro Fraccaro se voglia sollecitare un differente approccio alle proposte di legge di iniziativa popolare nelle sedi parlamentari, ritenendo che sia il modo migliore di valorizzare la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica, invertendo quella pericolosa tendenza alla disaffezione alla Cosa Pubblica, tristemente esplicitata dall’aumento dell’astensionismo ad ogni tornata elettorali».