La storia di Anna Ascani segretario del Pd che è durata quanto un gatto in tangenziale

di Redazione | 05/09/2018

Anna Ascani

Oggi Salvatore Merlo su Il Foglio riporta una notizia bomba: sarebbe Anna Ascani, la candidata di Matteo Renzi per la segreteria del Pd. La giovane lettiana, ora renziana, potrebbe correre contro il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. La notizia è stata prontamente smentita dalla diretta interessata. Ma come è avvenuto il tutto ha un che di esilarante (più o meno).

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Riporta oggi Il Foglio:

Ascani corrisponde al profilo che da mesi l’ex presidente del Consiglio disegnava nell’aria quando immaginava un nome che potesse correre per la segreteria del partito. Quando mesi fa Renzi si lasciava andare a confessioni e ragionamenti, spiegando agli amici che “il prossimo segretario dovrà essere una donna”, alcuni avevano pensato a Maria Elena Boschi alimentando sussurri, sollevamenti di sopraccigli e ricostruzioni improbabili, mentre persino i collaboratori più vicini all’ex ministro Boschi spiegavano che “non è un nome spendibile”. Anche l’idea che il candidato potesse essere Marco Minniti è stata archiviata. E allora tocca ad Ascani, a quanto pare, liceo classico, laurea in Filosofia, smalto, tacchi alti, pensiero rapido e parola tagliente. Figlia di un ex vicesindaco democristiano di Città di Castello, lettiana e poi renziana, 5.463 preferenze alle parlamentarie del 2013, venerdì scorso la deputata si era rivolta così a Nicola Zingaretti, dopo l’apertura del presidente del Lazio al dialogo con i Cinque stelle e le critiche all’antropologia elitaria di Emmanuel Macron

Alla notizia, sui social, si è scatenato il putiferio.

Subito dopo è arrivata la smentita della Ascani, che ha bollato la vicenda come una fake news.

Un boomerang anche perché davanti a tale smentita il giornalista ha replicato, sempre via Twitter: «Come ben sai sei proprio tu che hai raccontato al Foglio della tua candidatura. Può darsi sia già finita, ma la tua carriera di aspirante segretario è cominciata veramente male».

(in copertina  foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)