Il Petro, la criptovaluta venezuelana inesistente (così come i barili di petrolio)

di Enzo Boldi | 03/09/2018

Petro Venezuela

Aveva fatto tanto clamore la decisione di Nicolas Maduro di adottare un bitcoin come moneta nazionale venezuelana e, forse, non è tutto oro (nero) quello che luccica. Un’inchiesta fatta dalla Reuters nel Paese sudamericano ha svelato le criticità e la poca trasparenza dietro la creazione di Petro, la criptovaluta che vale quanto un barile di petrolio. Una moneta intangibile che non esiste, così come non esistono le riserve di oro nero che, secondo le garanzie del governo venezuelano, rappresentano l’elemento tangibile di questi nuovi bitcoin.

LEGGI ANCHE > Maduro moltiplica per 34 volte il salario minimo dei venezuelani

Nicolas Maduro, nel tentativo di sfuggire alla iper-inflazione che aveva attanagliato il Bolivar, la moneta (fisica) nazionale venezuelana, lo scorso febbraio aveva lanciato sul mercato il Petro, una criptovaluta che basa il suo valore in rapporto al petrolio: un Petro equivale a un barile di petrolio. Lo stesso presidente aveva assicurato che il Venezuela era in grado di garantire il controvalore del token grazie ai giacimenti petroliferi governativi della città di Atapirire.

Petro Venezuela, i bitcoin che non esistono e che (al momento) non hanno valore

Alcuni giornalisti della Reuters hanno trascorso 4 mesi a percorrere in lungo e in largo il Paese sudamericano, ma di questi token – e non solo – non è stata rilevata alcuna traccia. La gente del posto ha spiegato che non c’è un negoziante che accetti pagamenti i Petro e che – oltretutto – non esistono i cosiddetti «punti di exchange» dove scambiare i propri Bolivar con la nuova criptovaluta.

Petro Venezuela, la criptovaluta che Maduro vuole trasformare in moneta nazionale

E non finisce qui. I cittadini di Atapirire hanno anche negato che il governo si sia mai recato sul posto per attingere ai pozzi di petrolio della zona che, secondo Nicolas Maduro, avrebbero un valore di estrazione superiore ai 5 miliardi di dollari. Eppure lo stesso presidente venezuelano ha dichiarato con fierezza che le vendite dei token abbia superato i 3 miliardi di dollari, ma anche la stessa Soprintendenza alle Criptovalute – l’agenzia governativa che dovrebbe sovrintendere al Petro -, non ha ancora nemmeno una sede fisica.

(foto di copertina: Rayner Pena/dpa)