Povia concerto annullato
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Povia, niente concerto a Fagnano perché «fassista e razz1sta». Ma non c’era il contratto firmato

Giallo Povia e il concerto annullato a Fagnano Castello. O meglio, di giallo c’è ben poco. Il cantante ha denunciato su Facebook – poco meno di un giorno fa – che il suo spettacolo previsto per l’8 settembre era stato annullato per motivi legati all’opinione che gli abitanti del borgo avevano di lui.

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Povia concerto annullato, il perché secondo il cantante

In un post, infatti, aveva scritto: «Mi è stato detto che uno che non riusciva a guadagnare in questa data, un certo Michele, sia andato dal prete Paolo Viggiano, dalla Proloco e dal Comune a far vedere un articolo contro di me coi soliti termini che oggi usano solo i dementi: FASS1STA RAZZ1STA BLA BLA. Così hanno ANNULLATO la data, roba da matti. Questa è la parte malata di una bellissima e meravigliosa Calabria».

Povia aveva aperto il suo sfogo, dicendo che queste sono le cose che «fanno venire voglia di smettere» e aveva chiuso con questo saluto poco cordiale: «CIAO VENDUTI, PAUROSI, ALLOCCHI. Fate pena».

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Povia concerto annullato, la verità

In realtà il concerto non può definirsi tecnicamente annullato, perché non era mai stato ufficialmente confermato. Il cantante, infatti, in un secondo post ha ammesso che non era stato firmato alcun contratto. Pertanto, il suo sfogo iniziale ha perso senz’altro di forza. In un nuovo intervento sui social network, il cantante ha precisato: «Su Fagnano a Castello ho sbagliato io», spiegando che «il contratto per l’8 settembre era confermato al 100% solo a VOCE tra persone che collaborano alla festa DA ANNI e rimandato a qualche giorno per rispetto di una causa triste. Poi qualcosa è successo e il finale lo conosciamo». 

Detto questo, Povia ha continuato a rispondere – sempre via Facebook – alle persone che hanno voluto commentare il suo comportamento e le sue parole nei confronti della città di Fagnano a Castello. E ha sentenziato: «Se ricevessi un invito in futuro, cosa improbabile, comunque non verrei più».

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