Il populismo dell’estrema destra è pieno di donne

di Gaia Mellone | 30/08/2018

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Secondo un nuovo studio sull’elettorato della Friedrich Ebert Foundation (FES), affiliata al Partito Social Democratico tedesco, i movimenti di estrema destra vedono una crescita della partecipazione femminile, che spesso si rivela più radicale di quella maschile

Populismo al femminile, lo studio

La ricerca FES ha analizzato gli elettori dei partiti populisti presenti in Germania, Francia, Grecia, Polonia, Svezia e Ungheria, riscontrando che sempre più donne sembrano avvicinarsi ai movimenti populisti di destra. Spesso questi partiti tendono a dipingere un’immagine un po’ anacronistica della donna, eppure il 17% dei voti a favore dell’Afd durante le ultime elezioni in Germania proviene dalle elettrici donne della Germania dell’est, similmente alle votanti in Polonia che hanno spinto il partito di destra Pis nelle ultime elezioni del paese nel 2015.

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Populismo al femminile, le ragione stanno nella politica pro-welfare

Il motivo secondo Elisa Gutsche, che ha partecipato allo studio FES e ne ha analizzato i risultati, sta nella promessa dei partiti estremisti di rinforzare il sistema di Welfare, «i partiti dichiarano che aumenteranno i benefit legati alla famiglia, sopratutto per quanto riguarda gli aiuti per crescere i figli» ha dichiarato a DW. In effetti il partito polacco PiS ha lanciato piu di 500 iniziative rivolte in questa direzione, garantendo alle famiglie con due figli una somma mensile di 120 euro per figlio fino al raggiungimento della loro maggiore età. Similmente in Germania l’AfD ha lanciato una campagna di “accoglienza per i bambini” in contrasto alla politica di “accoglienza per i rifugiati”.

Populismo al femminile, poche donne leader e tante nelle retrovie

A livello rappresentativo però, i partiti di destra non valorizzano le donne: sono solo 10 sui 92 seggi parlamentari dell’Afd tedesco. Eppure, a livello di organizzazioni minori e partecipazione, le donne stanno aumentando di giorno in giorno, attratte dalle sì poche ma influenti leader: ne sono un esempio Alice Weidel dell’AfD, Marine Le Pen presidente del partito nazionalista in Francia e il primo ministro e membro del Pis Beata Szydlo in Polonia. Secondo Elisa Gutsche si tratta di una presenza minoritaria ma efficace, perché «queste donne sono lì per dare una svolta più moderna e aperta al partito» diretta proprio ad intercettare il favore femminile nonostante «questi partiti non siano affatto progressisti e non ci sia un parità di genere».

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Populismo al femminile, le donne contro rifugiati e immigrati

Il dato che però ha sorpreso di più l’analista Gutsche è che le donne siano molto più predisposte degli uomini a seguire valori xenofobici e islamofobici. Questo perché sono più soggette a lavori malpagati, sono a maggior rischio di povertà in età avanzata e percepiscono gli svantaggi di una società patriarcale. «Credo che il fatto di essere tra i ranghi più bassi della società le porti a competere molto di più con rifugiati e immigrati» ha commentato Elisa Gutsche.

(Credit Image: © Michael Debets/Pacific Press via ZUMA Wire)

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