Putin ammorbidisce la riforma delle pensioni. Navalny: «È nel panico»

di Gaia Mellone | 29/08/2018

Putin

Vladmir Putin ha tenuto un lungo discorso, trasmesso in televisione, rivolto alla nazione. Il tema principale è stato quello delle pensioni, sulla cui riforma sembra essersi “ammorbidito”. Dal carcere il suo oppositore Alexei Navalny tuona: «È nel panico, scendiamo in piazza».

Putin in tv, la riforma pensionistica

Il Presidente Russo ha annunciato di aver ridotto l’aumento dell’età pensionabile da 63 a 60 anni, ma solo per le donne, lasciando invariato l’aumento a 65 per gli uomini. «L’obiettivo è garantire la stabilità finanziaria del sistema pensionistico per il futuro – ha detto durante la diretta tv – Una decisione difficile ma necessaria per la sicurezza del Paese». La decisione arriva dopo il calo dei consensi dei cittadini russi, dovuti proprio ad una riforma pensionistica troppo invasiva e pesante. «Io stesso avevo promesso che non ci sarebbero stati cambiamenti – ha sottolineato Putin- Ero corretto allora, perché la nostra economia era troppo debole e le pensioni erano l’unica fonte di reddito di molte persone». La colpa dell’aumento dell’età pensionabile ha per il Presidente una ragione anche demografica: il calo negli anni ’90 del tasso di natalità viene pagato in questi decenni, con un’inevitabile pressione sul sistema pensionistico russo. Per incoraggiare le nuove nascite, Putin ha annunciato un piano di agevolazioni destinato alle madri di almeno 3 figli, che usufruiranno di “sconti” progressivi per arrivare a ottenere la pensione a 50 anni, a patto che il numero di figli sia uguale o maggiore a 5.

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Putin in tv, per l’oppositore Navalny è un diversivo contro le proteste

L’impopolare riforma aveva sollevato molte polemiche, sopratutto da parte dell’opposizione e scatenato un calo di consensi: ‘solo’ il 67% dei russi approva l’operato di Putin. Una cifra che è ben distante dai picchi che superavano l’80% prima delle ultime elezioni. Per manifestare il dissenso verso l’aumento dell’età pensionabile, sono state organizzate in tutta la Russia manifestazioni e proteste nella data del 9 settembre. Tra i fautori principali c’è Alexiei Navalny. L’attivista e blogger è stato arrestato e sta scontando una detenzione di 30 in carcere amministrativo per una manifestazione non autorizzata di sette mesi fa. Una coincidenza tempistica sospetta, che però non ha fermato l’oppositore. Navalny ha subito commentato il discorso di Putin scrivendo un post in cui afferma che il leader del Cremlino «è nel panico» e che sta soltanto cercando «di ammorbidire la medicina» e rinnova l’invito a manifestare: «Per questo dobbiamo scendere in piazza il 9 settembre e impegnarci al massimo perché queste manifestazioni siano il più potenti possibili».