convenzione Autostrade
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La mossa di Autostrade che pubblica la convenzione con lo Stato

La mossa di Autostrade è quella di rendere pubblica, sul proprio sito internet, l’intero testo della convenzione stipulata con lo Stato italiano (ministero delle Infrastrutture e Trasporti in data 12 ottobre 2007) per il mantenimento, la manutenzione e gli altri elementi relativi al suo operato sulle strade del Paese. Il gesto, ricorda Autostrade, è assolutamente volontario, non previsto – come obbligo – da nessuna legge o accordo. La pubblicazione, secondo la società, si è resa necessaria «per rispondere alle polemiche e alle strumentalizzazioni che dominano il dibattito pubblico sul tema».

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Convenzione Autostrade, la pubblicazione sul web

Alcuni di questi dati, del resto, erano già noti. Parte dei documenti, infatti, era stata pubblicata sul sito web del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 2 febbraio 2018, mentre la totalità dei documenti stessi era stata già resa disponibile nella scorsa legislatura (maggio 2017) ai membri della Commissione Lavori Pubblici del Senato per consultazione.

Ma cosa contiene, in poche parole, la convenzione con Autostrade pubblicata in maniera integrale sul proprio sito web (LEGGI QUI il testo completo, compresi gli allegati). Innanzitutto, sono presenti le tariffe applicate al chilometro, divise tra strade di pianura e strade di montagna, con tutti i dati numerici sull’argomento. Inoltre, Autostrade pubblica i documenti relativi agli indicatori di sicurezza e a tutti le comunicazioni in materia che la società deve fornire allo Stato in merito allo stato strutturale delle pavimentazioni, oltre ai dati numerici degli indici che vengono fuori da questa tipologia di calcolo.

Convenzione Autostrade, gli interventi di manutenzione previsti

Interessante l’allegato F, dove Autostrade mostra gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che è tenuta a eseguire. Gli interventi di ordinaria amministrazione riguardano le pavimentazioni (ripristino stato d’usura, impermeabilizzazione, riprese di avvallamenti, piccole riparazioni localizzate, ripristino di portanza e risanamento degli strati profondi), le opere d’arte che si trovano lungo il percorso gestito dalla società, le gallerie e gli altri elementi infrastrutturali autostradali. La messa in sicurezza riguarda perlopiù la segnaletica (verticale e orizzontale), le barriere di sicurezza e la pulizia del ciglio della strada. In questa voce rientrano anche la cura del verde, la manutenzione delle infrastrutture dei pedaggi, degli edifici di proprietà dello Stato dati in concessione ad Autostrade, le operazioni di intervento nella stagione invernale.

Poi si apre la sezione relativa agli interventi di investimento e di miglioramento delle infrastrutture. Potenziamento, miglioramento degli standard di sicurezza, miglioramenti tecnologici, ripristino e rifacimento degli svincoli, sono degli esempi di questa attività che sembra essere molto più scarna rispetto alla manutenzione ordinaria delle strade.

Convenzione Autostrade, quali sono le penali e come si applicano

Nella convenzione sono previsti anche i criteri per la quantificazione dei benefici finanziari per gli investimenti ritardati e la loro modalità di destinazione e, ovviamente, il corposo disciplinare per l’applicazione di eventuali sanzioni. L’importo massimo di quest’ultima non può superare i 150 milioni di euro all’anno e, in ogni caso, il procedimento sanzionatorio è ben disciplinato da una norma dello Stato (la numero 689 del 1981).

Tutti gli elementi, insomma, sono quelli noti da diversi giorni. In base ai dati pubblicati da Autostrade sembrano quindi decisamente fuori luogo i processi sommari invocati da diversi esponenti del governo Lega-M5S, ribaditi dallo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Oggi, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in audizione al Senato, svelerà qualche ulteriore elemento in merito? Nel frattempo, con una nota pubblicata sui social network, mostra le sue perplessità nell’improvvisa voglia di trasparenza di Autostrade: «Possibile che dopo 20 anni di segreti e di omissis – scrive Toninelli – la società voglia all’improvviso dare impressione di trasparenza facendo apparire il suo gesto spontaneo?».

[screenshot dal sito di Autostrade]