Trump dazi auto UE
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Trump minaccia: «Dazi al 25% su auto da UE». Intanto rischia l’impeachment

I proclami a furor di popolo sono il suo forte, ma il suo «Make America Great Again» ora vacilla sempre di più. Donald Trump ci ha abituato a esibizioni sensazionalistiche tra discorsi in piazza, conferenze alla Casa Bianca e tweet ossessivo-compulsivi, ma adesso – forse seriamente per la prima volta – rischia di finire sotto processo per impeachment.

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Partiamo dalla fine. La sua battaglia per difendere i confini – non solo fisici, ma anche economici – degli Stati Uniti ha trovato il suo ultimo nemico nell’Europa. Questa mattina, infatti, durante una manifestazione elettorale in West Virginia, Donald Trump ha annunciato: «Metteremo una tassa del 25% su ogni auto che arriva negli Stati Uniti dall’Unione europea». Dichiarazioni che stridono – anzi, smentiscono – le parole rilasciate neanche 48 ore fa dal Segretario americano per il Commercio Wilbur Ross, che al Wall Street Journal aveva annunciato il rinvio della pubblicazione dei dati e studi sulle tariffazioni del mercato automobilistico.

Trump dazi auto UE, ma il suo mandato rischia di finire sotto stato d’accusa

Ma questa è solo la punta dell’icerberg contro cui rischia di schiantarsi Trump e la sua amministrazione. Negli ultimi giorni due scandali hanno colpito – con condanne e ammissioni – altrettanti stretti collaboratori del numero uno della Casa Bianca. Da una parte c’è il caso Paul Manafort, l’ex manager ella campagna elettorale del tycoon condannato per otto capi di imputazione tra cui frode fiscale e finanziaria; dall’altra la vicenda «Stormy Daniels», la pornostar che ha dichiarato di esser stata pagata da Trump affinché mantenesse il riserbo sulla loro fugace relazione, che ieri ha visto il patteggiamento – con ammissione – di Michael Cohen, ex avvocato factotum del Presidente degli Stati Uniti.

Trump dazi auto UE, il patteggiamento del suo avvocato e l’impeachment

Se per il caso Manafort i rischi per Trump non sono di rilievo – se non la cattiva figura di essersi affidato a un personaggio condannato per la propria campagna elettorale – la questione Cohen rischia seriamente di provocare la messa in stato d’accusa per il numero uno della Casa Bianca. Il patteggiamento del suo avvocato di fiducia, infatti, rappresenta una candida ammissione di avvenuto pagamento – da parte dei Donald Trump – alla pornostar per pagare il suo silenzio. Tutto ciò lo mette nel mirino dell’impeachment che, mai come prima, rischia di diventare dazio molto caro da pagare.

 

(foto di copertina: Michael Brochstein via ZUMA Wire)