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India, è la peggiore inondazione del secolo: sale a 324 il numero di morti

Sono più di 200.000 persone rimaste senza casa per l’inondazione che ha travolto Kerala, in India per via delle forti piogge degli ultimi giorni. Ad aggravare la situazione, l’apertura della diga di Idukki, la più grande di tutta l’Asia. Era stata riaperta per la prima volta dopo 26 anni la scorsa settimana per far defluire l’acqua che aveva raggiunto livelli allarmanti. «Nessuna diga è stata danneggiata –  ha detto Kurian, il commissario per i soccorsi dello stato – le dighe stanno rilasciando più acqua, che unita all’aumento delle precipitazioni sta causando quest’indondazione».

Alluvione in India, l’aumento delle piogge monsoniche

È stato calcolato che dal 1° Giugno fino a metà Agosto siano caduti 321 centimetri di pioggia: il 30% in più delle normali precipitazioni. Una quantità che ha messo a dura prova il territorio già fragile, provocando alluvioni, frane, crolli di case e di infrastrutture.L’inondazione ha distrutto oltre 10.000 km di strade, spazzato via e danneggiato centinaia di case. Si calcola che le persone sfollate superi le 200.000,accolti in 1500 campi di accoglienza, mentre i morti accertati fino ad ora sono 324. Centinata le case danneggiate o distrutte in tutto lo stato. Il primo ministro del Kerala, Pinarayi Vijayan l’ha definito «il peggiore disastro del monsone dal 1924».

Alluvione in India, al lavoro i soccorsi, ma è ancora emergenza

Le operazioni di salvataggio hanno coinvolto l’esercito indiano, la marina indiana e l’aeronautica, oltre alle truppe e al personale della National Disaster Relief Force (NDRF). Dall’inizio delle operazioni sono state salvate più di 3000 persone ma il bilancio delle vittime continua a salire di ora in ora.  hanno schierato altri uomini e elicotteri in Kerala, oltre alle truppe e al personale della National Disaster Relief Force (NDRF) già presente. Il governo del Kerala ha richiesto più elicotteri militari e barche (attualmente ne sono impegnati rispettivamente 30 e 320) per gestire l’evacuazione di massa di coloro che ancora sono bloccati nelle aree inondate. Secondo le stime, si tratterebbe di 6mila persone.

Le piogge però continueranno fino a sabato, mantenendo lo stato di emergenza nel paese: il trasporto ferroviario e stradale è impossibilitato dai binari ferroviari sommersi. Ferme fino a sabato anche le operazioni all’aeroporto internazionale nella città di Kochi.

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(Credit Image: © Stringer/Xinhua via ZUMA Wire)

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