Ad Avellino il M5S mette alla gogna chi vota contro il Sindaco

di Enzo Boldi | 14/08/2018

Avellino gogna M5S

Il clima all’interno della giunta comunale di Avellino sembra essere dei più torridi. E così la lotta tra Maggioranza e Opposizione sembra aver perso anche i crismi della legalità. È bastato un voto contrario all’approvazione di una variazione del bilancio comunale per far scattare «provvedimenti» medievali nei confronti di chi si è – democraticamente – opposto alla mozione voluta dal Sindaco pentastellato Vincenzo Ciampi.

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Come una sfuriata di gelosia. All’interno del consiglio comunale di Avellino le elezioni non hanno regalato una maggioranza assoluta e il Sindaco Vincenzo Ciampi sta tentando nell’arduo compito di tenere unite diverse realtà eterogenee per portare avanti il proprio mandato. Sarà il caldo, o forse il clima torrido del termometro politico all’interno della Giunta, ma sta di fatto che la reazione a un voto contrario ha fatto scattare la tagliola della gogna pubblica.

Avellino gogna M5S, tra i promotori il sottosegretario Carlo Sibilia

Gli otto consiglieri, rei di aver detto «no» alla variazione di bilancio fortemente richiesta dal Sindaco – per consentire di arricchire il programma del Ferragosto avellinese con la presenza del rapper Clementino e del cantante Ron -, hanno ritrovato il proprio volto sui camion pubblicitari (le cosiddette «vele») in giro per il capoluogo irpino, con tanto di messaggio rivolto ai cittadini: «Hanno scelto di bloccare il programma presentato dalla giunta Ciampi realizzato a tempo di record e con finanziamenti trovati con grande difficoltà». Una minaccia paventata proprio dal Sindaco Ciampi al termine della votazione – perdente – e messa in atto dai tre parlamentari del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia (sottosegretario al Ministero degli Interni), Ugo Grassi e Michele Gubitosa, che non si sono pentiti del gesto.

Avellino gogna M5S, nessun pentimento da parte del M5S

Una vera e propria gogna in cui si sono ritrovati Nello Pizza – candidato sindaco (perdente) proprio contro Vincenzo Ciampi nell’ultima tornata elettorale -, i demitiani Verrengia, Bilotta, Pericolo e Giordano, la civitiana Arace, il piddino La Verde e Preziosi, facente parte di una lista civica. Le «vittime» hanno chiesto l’intervento della Procura, accusando gli autori della gogna di «attentato a un corpo dello Stato». Dall’altra parte arrivano solo le scuse parziali del Sindaco: «Non pensavo veramente di far girare le vele a nome dell’amministrazione. Ma non si può certo pensare che un gruppo politico parlamentare non possa decidere liberamente il proprio modo di comunicare. Il prossimo passo sarà farci chiudere anche Facebook?».

(foto di copertina: ANSA / CIRO FUSCO)

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