Beppe Grillo ai farmacisti: «Basta, non vendete più prodotti omeopatici»

di Redazione | 13/08/2018

grillo omeopatia

«In queste ultime settimane abbiamo riflettuto molto sulla difficoltà a comprendere il significato della parola scientifico da parte delle persone. È stato disorientante, preoccupante e quasi penoso, assistere ad una degenerazione del dibattito così profonda». Beppe Grillo, garante e co-fondatore del M5S, (“e il suo neurologo”), rivolgono un appello «all’ordine dei farmacisti italiani» riguardo alla omeopatia. Chiede che non siano più venduti prodotti omeopatici. Per chi segue da anni il MoVimento e quello che veniva prodotto (in tema di salute) dal vecchio blog di Grillo questa posizione sembrerebbe quasi una svolta. Chissà se la definizione di disorientamento delle ultime settimane per Grillo include o meno le dichiarazioni del consigliere Barillari o della senatrice Paola Taverna. Chissà.

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«È pur vero – scrive sul suo blog – che non dovremmo stupircene più di tanto se consideriamo la diffusione di trattamenti e metodologie diagnostiche al limite dell’assurdo. Basti pensare alla fiducia con cui molte persone si rivolgono ai cosiddetti guaritori, fenomeno più volte denunciato dagli stessi media, in trasmissioni come ‘Striscia la notizia’ – prosegue -. La certezza di trovare nell’Ordine dei farmacisti italiani una sponda di razionalità è quindi praticamente matematica. È infatti difficile immaginare un laureato in farmacia che invita un paziente a rivolgersi ad un guaritore. Difficile che accada quanto illegale».

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«I medici di base e le farmacie rappresentano uno dei fari sempre fissi per il cittadino, sempre a rischio di perdersi fra le ciance infinite, le opinioni e i dibattiti: di fronte alle difficoltà che la malattia ed il disagio comportano non si devono, e non si possono, creare dubbi nella sua mente», scrive ancora Grillo. «Per questa ragione mi appello al vostro Ordine e a tutti i professionisti che rappresentate: evitiamo che le farmacie continuino a confondere i cittadini con la vendita di prodotti omeopatici. I fortissimi dubbi sulla loro efficacia da parte del mondo scientifico sono di dominio pubblico», chiede il comico genovese. «Così, senza permettermi un giudizio definitivo, l’omeopatia è stata più volte messa in discussione, sino a ripetuti quanto implacabili verdetti di inefficacia e inopportunità. Questo sia per quanto concerne la validità come opzione terapeutica che per la possibilità di un ritardo nell’approccio adeguato. Ritardo che potrebbe essere causato proprio dall’abuso di prodotti così a rischio di inefficacia e che, pur essendo in vendita in molte farmacie, farmaci non possono essere definiti», sostiene l’artista.

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«Non dimentichiamo che, proprio il loro commercio nelle farmacie potrebbe, per contiguità e similarità, contribuire a confondere il cittadino. L’utente potrebbe infatti pensare: ‘se quel prodotto è in vendita in una farmacia significa che sarà efficace!’. Come dubitarne… In fondo si tratta dello stesso posto dove si va, muniti di ricetta, dopo essere stati visitati dal proprio medico di fiducia, dallo specialista ospedaliero o appena dimessi dopo un ricovero; magari per un delicato trattamento chirurgico di alta specialità», si legge ancora nel blog. «Il nostro sistema sanitario è uno dei migliori al mondo, per affidabilità e livello di copertura nei confronti dei cittadini. Agli occhi del Ssn siamo tutti uguali nei diritti, indipendentemente da quale patologia ci ha colpiti. Ed è anche in none di questa evoluzione che chiediamo la sospensione della vendita presso le farmacie italiane di prodotti senza che ne sia stata scientificamente comprovata l’efficacia». Per questo «nell’augurare a tutti i farmacisti italiani buon Ferragosto mi viene in mente l’uso, almeno preventivo, dell’acqua fresca: bagnarcisi la testa in queste estati sempre più afose».