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La fidanzata di Niccolò Ciatti: «Ho sbagliato a diffondere le nostre foto sui social»

Anche se non potrà testimoniare, perché quella notte di un anno fa non c’era e perché non aveva un legame legale con Niccolò Ciatti, Ilaria Inverso – la fidanzata del giovane massacrato di botte in una discoteca a Lloret de Mar – sarà comunque in Spagna per assistere al processo che riguarda la morte del suo ragazzo: «Dovrebbe iniziare nei primi mesi del 2019 – ha affermato in un’intervista al Corriere della Sera -, voglio comunque andare in Spagna per seguire le udienze e per stare vicina alla sua famiglia. Per loro farei qualsiasi cosa, mi auguro lo sappiano».

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Fidanzata Niccolò Ciatti andrà in Spagna al processo per la morte del ragazzo

Ilaria Inverso ripercorre a ritroso un anno difficile, quello che la separa dalla tragica notte del 12 agosto 2017, quando il fidanzato Niccolò Ciatti venne accerchiato e colpito al volto da un calcio fatale, mentre stava trascorrendo una serata di svago in una discoteca di una delle località turistiche più famose al mondo.

«Per un certo periodo ho avuto attacchi di panico – ha detto -, pensavo che non ne sarei uscita. Mi ha salvato il mio lavoro di educatrice in un asilo nido, perché essere a contatto con i bambini è salutare. Ho ricominciato anche a fare delle cose che facevo prima, mentre per altre cose ancora non ci riesco». Come, ad esempio, andare in discoteca. Ilaria Inverso ci ha provato una sola volta da quando si è verificato l’episodio di Niccolò, ma ha subito avvertito un senso di oppressione che l’ha costretta ad andare via dal locale dopo appena un’ora.

Fidanzata Niccolò Ciatti, il rimpianto per le foto sui social network

In quest’ultimo anno ha solo un rimpianto, quello di aver condiviso sui social network le foto private del suo rapporto con Niccolò: «All’inizio ero molto scettica nel pubblicare le nostre foto: però è stata una sorta di follia perché pensavo che condividere video e immagini di Niccolò potesse aiutare a tenere alta l’attenzione, a lanciare un messaggio. Purtroppo mi sbagliavo».