Antonino Scopelliti
|

Omicidio Scopelliti, l’arma del delitto ritrovata 27 anni dopo

Dal 9 agosto del 1991 al 9 agosto del 2018 sono passati esattamente 27 anni. Una distanza lunghissima e incalcolabile per chi, ancora oggi, ha negli occhi l’immagine dell’assassinio del magistrato Antonino Scopelliti. Un gioco di date dal forte significato simbolico. Nel 1991 fu ucciso in una curva di Piale, in Calabria, dove stava trascorrendo qualche giorno di vacanza. Oggi, a distanza di 27 anni chi si occupa del caso del suo assassinio ha affermato di aver ritrovato l’arma di quell’atroce delitto.

LEGGI ANCHE > Enzo Tortora, il ricordo a 27 anni dalla morte

Antonino Scopelliti, l’annuncio 27 anni dopo

A margine delle celebrazioni in occasione del 27° anniversario della morte del giudice Scopelliti, il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, ha fatto una rivelazione che nessuno conosceva: «Riteniamo di aver trovato l’arma utilizzata nel 91 per l’omicidio del giudice Antonino Scopelliti. Era conservata a Catania. Il ritrovamento rafforza le nostre indagini per fare piena luce sull’episodio».

L’arma, secondo quanto raccontato dalle autorità competenti, è stata ritrovata all’interno di un fondo agricolo, abilmente occultata. Sul fucile sono attualmente in corso ulteriori accertamenti.

Scopelliti, nel periodo della sua uccisione, stava preparando il rigetto dei ricorsi dei più importanti esponenti di Cosa Nostra, nell’ambito del primo maxiprocesso alla mafia. All’inizio, si era pensato a un semplice incidente stradale. Tuttavia, emersero le prove inconfutabili dei colpi di arma da fuoco sul suo corpo. Si arrivò a ipotizzare che, per concordare la sua uccisione, si fossero accordate sia la mafia, sia la ‘ndrangheta.

Antonino Scopelliti, la ricostruzione del delitto

La svolta nelle indagini partì da una rivelazione di un pentito della ‘ndrangheta, appartenente alla cosca De Stefano. Antonino Fiume svelò che a uccidere Scopelliti furono due uomini di Reggio Calabria, su richiesta di Cosa Nostra. Da allora, non si sono fermate le indagini per chiarire la dinamica dei fatti e per cercare di assicurare alla giustizia i responsabili di quel delitto di mafia.

Oggi, la rivelazione di Bombardieri sul ritrovamento dell’arma da fuoco che sparò i colpi fatali per Antonino Scopelliti rappresenta, in una data fortemente simbolica, un momento decisivo per la ricostruzione della verità.

FOTO di repertorio: ANSA/ FRANCO CUFARI

[Articolo aggiornato alle 15.38 del 9 agosto 2018]