Frei.Wild, i metallari amati dai sovranisti tedeschi

di Gaia Mellone | 07/08/2018

Frei.Wild

Tatuati, arrabbiati e nazionalisti: sono i Frei.Wild, la band metallara del momento, super gettonati tra i Sovranisti tedeschi e che ha conquistato le copertine di tutto il mondo. Però si distaccano da qualsiasi associazione all’Afd. Almeno a parole, con la musica è un’altra storia.

Frei.Wild, gli idoli del nazionalismo

Tra le loro canzoni più di successo c’è “Wahre Werte“, “Veri Valori”: i valori tanto a cuore ai Frei.Wild – liberi selvaggi –  sono quelli nazionalisti. «Quando smetterete di odiare la vostra patria? Se ve ne vergognate la potete abbandonare». La canzone continua con frasi come «la lingua, le tradizioni e la religione sono i valori della nostra terra natia/ senza, affonderemo». Cantando slogan di questo tipo allora non sorprende che siano estremamente popolari tra i sovranisti tedeschi. Infatti il loro album più recente “Rivalen und Rebellen” – rivali e ribelli ndr – è stato il secondo album in tedesco più venduto dell’anno e in primavera ha scalato le classifiche musicali in Germania e Austria a gran velocità. Molte delle loro date, incluse quelle negli stadi che arrivano fino a 12.000 posti, sono sold out. C’è anche he da dire che in molte città sono stati contestati al loro arrivo.

Il Der Spiegel ha descritto la loro musica come quella che potrebbe essere «la colonna sonora dell’Afd», allineando i loro testi ai valori e ideali del partito populista di destra tedesco.

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Frei.Wild, «non siamo di destra, è una distorsione mediatica»

Sebbene la band sio dichiari contro ogni fascismo e nazismo, e abbia dichiarato che qualsiasi associazione tra loro e le ideoligie della destra estrema siano pure distorsioni mediatiche, a guardare i testi qualche dubbio viene. Come “Land Der Vollidioten” – terra di completamente idioti -, che si scaglia contro la rimozione dei crocifissi per rispetto verso i bambini non cristiani; difficile non collegarla alla cronaca e tacciarli di razzismo, o perlomeno di opinioni anti-immigrazione. A sostegno di questa tesi c’è anche un’altra canzone, “Antiwillkommen” – “Non benvenuti”, uscita in contemporanea alla promozione della cultura dell’accoglienza promossa dal governo tedesco nel 2015 dopo la decisione di Angela Merkel di accogliere un largo numero di rifugiati e richiedenti asilo.

A sentir loro però, non ci sono collegamenti “politici”, solo il racconto delle proprie esperienze, paure e sentimenti, anche verso il proprio Paese. Insomma, come qualsiasi band sulla faccia della terra. Le loro ispirazioni sono i Ramones e i Guns N’ Roses, ma figurano anche i Böhse Onkelz, un’altra band tedesca a sua volta accusata di simpatizzare con l’estrema destra. E certo non aiuta che il cantante, Philip Burger, da ragazzo fosse il leader di una band neo-Nazi chiamata “Kaiserjäger”, esperienza rinnegata dal cantante stesso come «un errore di gioventù».

Frei.Wild, tedeschi ma non troppo

L’ironia sta però nella provenienza della band: sono celebrati dai nazionalisti tedeschi, eppure non sono tedeschi. I Frei.Wild infatti sono sudtirolesi, di Bressanone per l’esattezza. Nella loro regione hanno preso parte ad un festival rock di 3 giorni,  l’Alpen Flair, dove li hanno seguito anche moltissimi fan tedeschi. Il concerto si è aperto proprio con la controversa canzone “Südtirol”, infiammando il pubblico a suon di assoli di chitarra e strofe come «Non tollererò alcun giudizio su questa sacra terra, la nostra terra natia» o «Non daremo mai via la nostra patria» o ancora «i nemici devono cuocere nell’inferno».

Ma guai a definirli italiani: «Per noi non ha nessun valore essere italiani – ha dichiarato Burger – Ci ha fregati la storia».

(credits foto di copertina: immagine dal video “Antiwilkommen”)