Il tweet di Trump che non approvava l’accordo del G7 è stato ignorato dalla Casa Bianca

di Gianmichele Laino | 03/08/2018

Tweet G7 Trump

Canada, Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Giappone rimasero stupiti dopo il tweet del presidente degli Stati Uniti Donald Trump lanciato direttamente dall’Air Force One in seguito al G7 in Québec. Il numero uno della Casa Bianca, infastidito dalle dichiarazioni conclusive in conferenza stampa di Justin Trudeau, decise di dichiarare fallito il vertice, intimando ai propri funzionari di non dare seguito agli accordi discussi in quella circostanza.

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Tweet Trump G7: una cosa è la realtà, un’altra la rappresentazione

In modo particolare, il presidente Trump aveva rigettato la dichiarazioni d’intenti sulla rimozione dei dazi imposti dagli Stati Uniti nei confronti degli altri Paesi del continente americano, seguendo le indicazioni dell’organizzazione mondiale del commercio, la WTO.

«Basandomi sulle false affermazioni di Justin nella sua conferenza stampa e sul fatto che il Canada sta applicando tariffe enormi ai nostri agricoltori – scriveva Donald Trump dall’aereo presidenziale -, ho incaricato i rappresentanti degli Stati Uniti di non approvare e firmare il comunicato».

Tweet Trump G7, il reality show del presidente

Tuttavia, in base a quanto riportato da BuzzFeed che ha seguito due fonti che hanno preferito restare anonime, questo ordine impartito dal presidente degli Usa via Twitter non è mai stato eseguito. «Il dipartimento di Stato Usa e la Casa Bianca stanno deliberatamente ignorando il tweet del Presidente – hanno rivelato le fonti anonime alla testata -: il suo account Twitter è come un reality show, è come il Truman Show». Inoltre, sempre secondo la fonte, Twitter non fa parte degli elementi di comunicazione ufficiali previsti dal G7 per raccogliere le posizioni dei presidenti che vi partecipano.

Un diplomatico americano, inoltre, ha raccontato che questa «improvvisazione» del presidente ha gettato nel caos anche altre istituzioni in diverse circostanze. Fu il caso, ad esempio, dello stop al reclutamento nell’esercito dei transgender, sul quale il Pentagono non era stato minimamente consultato. Insomma, il fatto che queste comunicazioni siano estemporanee non significa automaticamente che siano allo stesso modo prese in considerazione. La solita differenza – tanto cara alla politica populista – tra realtà e rappresentazione.