Due neonate morte di pertosse nel bergamasco. Burioni: «Immunizzare le mamme»

di Enzo Boldi | 02/08/2018

Neonate morte Pertosse

Due neonate sono morte a causa della pertosse in a Bergamo. Il personale medico che le avevano in cura hanno affermato che le madri delle due bambine non erano state vaccinate.  Le due bimbe, una di madre italiana residente a Treviglio e l’altra di madre romena residente nel cremasco, sono morte per la stessa patologia: la pertosse.  Le bimbe, entrambe di un mese, erano in cura ad Alzano Lombardo e a Treviglio dopo aver protratto l’infezione batterica, prima di essere trasferite all’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

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«Dobbiamo vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere – ha scritto sul proprio profilo Facebook Roberto Burioni, medico immunologo da sempre favorevole ai vaccini -; poi dobbiamo vaccinare i bambini tempestivamente e senza ritardi, in modo che quanto prima possano difendersi da soli da questa minaccia».  Lo stesso medico ha proseguito spiegando qual è l’efficacia dell’immunizzazione e la pericolosità della pertosse: «Alcuni vaccini proteggono per sempre, altri forniscono un’immunità limitata nel tempo. Questo è il caso del vaccino contro la pertosse, dove addirittura la malattia stessa non fornisce una protezione permanente».

Neonate morte pertosse, le madri non erano vaccinate

Il vaccino anti-pertosse rientra tra i dieci obbligatori per la frequenza scolastica per i minori di età compresa tra zero e sedici anni. L’efficacia di questa immunizzazione, però, tende a svanire nel tempo. «Dagli anni 90 siamo passati ad un vaccino detto acellulare che è sicurissimo, ma meno potente – spiega Roberto Burioni -. Il vaccino acellulare (attualmente contenuto nell’esavalente) è efficace in quasi il 90% dei vaccinati, ma l’immunità tende a svanire con il tempo».

Neonate morte pertosse, senza vaccino rischio altissimo

«A causa di questa minore efficacia del nuovo vaccino, e pure a causa delle mancate vaccinazioni, i casi di pertosse stanno aumentando – prosegue sul suo profilo Facebook il dottor Burioni -. Il guaio è notevole in quanto la pertosse è pericolosissima per i bambini molto piccoli; inoltre, siccome l’immunità contro questa infezione è sempre molto debole, le madri non riescono a trasmettere ai loro figli una quantità adeguata di anticorpi durante la gravidanza: alla nascita i neonati saranno quindi estremamente vulnerabili».

 

(foto di copertina: Sven Hoppe/dpa)