La bimba di 10 anni che regala la sua lunga treccia ai piccoli malati

di Redazione | 01/08/2018

treccia

Un piccolo grande gesto di cuore, generosità, altruismo. Una bambina di 10 anni di Viareggio, ha deciso di farsi tagliare la sua treccia e donare i capelli ai piccoli malati che non ne hanno più a causa di un cancro e delle cure chemioterapiche. La storia viene raccontata oggi dal quotidiano toscano Il Tirreno in un articolo a firma di Ilaria Bonuccelli. Alba, questo il nome della bambina, che frequenta la quinta elementare, stava facendo crescere quei capelli folti da ben 4 anni. Qualche giorno fa ha preso un foglio del suo quaderno a righe e ha scritto una lettera a un’amica sconosciuta. «Mi chiamo Alba, mi sono tagliata i capelli a caschetto proprio per te. Vivo a Viareggio: vuoi diventare la mia amica di penna? Ti auguro di guarire presto!!!», è stato il suo messaggio.

Alba, la bimba di 10 anni che dona la sua lunga treccia ai bimbi malati

«La scelta – ha raccontato al Tirreno la mamma Tiziana – è avvenuta in modo naturale. Tutto nasce da una notizia curiosa letta su Facebook che, per una volta, ha avuto una funzione positiva invece che negativa». La madre di Alba ha detto di essere stata colpita dal fatto che negli Usa sui social network molti ragazzi venivano presi in giro perché si lasciavano crescere i capelli. Questi ragazzi spiegavano che non era una moda, ma un modo per poter donare i capelli a bambini, adolescenti o adulti rimasti calvi in seguito alla chemioterapia. «Ho deciso di informarmi per capire se fosse una notizia vera o una bufala – ha detto ancora Tiziana – e ho scoperto che era tutto vero». È così partita la ricerca di un’associazione alla quale rivolgersi e mandare i capelli. Tiziana si è poi rivolta a Roma A.T.R.I. onlus e ‘Progetto Smile‘, che consente a chi vuole di mettersi in contatto con la persona o la bimba alla quale andranno i capelli donati. Basta scrivere una lettera da allegare al pacco con i capelli. Una richiesta di amicizia. Proprio come ha fatto la piccola Alba.

(Foto Zumapress da archivio Ansa)

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