Alan Friedman
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Alan Friedman è finito in mezzo al Russiagate?

Ultimamente Alan Friedman sta girando l’Italia per promuovere il suo libro anti Donald Trump Questa non è l’America. Eppure, a quanto pare, conosceva molto bene – fino a collaborare con lui – l’ex capo della campagna elettorale del presidente USA, Paul Manafort. Quest’ultimo, al momento, si trova in carcere perché coinvolto nello scandalo Russiagate. Oggi, ad Alexandria in Virginia, inizierà il suo processo per evasione fiscale e truffa.

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Alan Friedman e il coinvolgimento nel caso Manafort

Ma, secondo quanto riportato da Jason Horowitz sul New York Times, Paul Manafort potrebbe aver conosciuto molto bene il noto opinionista politico Alan Friedman, poco noto in patria, ma molto famoso in Italia, dove ha scritto libri, collaborato con giornali e condotto programmi televisivi. Tutti caratterizzati dalla sua voce baritonale e dal suo marcato accento americano.

Secondo il New York Times, Manafort pagava un gruppo di politici europei attraverso conti esteri, a partire dal 2011 per fare pressione sui politici americani per sostenere Viktor F. Yanukovych, allora leader dell’Ucraina, caro a Putin. Friedman e Manafort avrebbero lavorato a stretto contatto, ma non sarebbero stati registrati come lobbysti, contravvenendo in questo modo alle leggi americane sugli influssi esterni nella politica.

Alan Friedman, la replica

Ovviamente, Friedman nega la circostanza: «Non sono registrato come lobbysta, semplicemente perché non lo sono. Io sono un uomo della comunicazione». Al centro delle presunte accuse ci sarebbero degli scambi di messaggi tra Friedman e Manafort, in cui quest’ultimo avrebbe cercato di sollecitare il giornalista a mentire alle autorità. Ma non ci sono conferme da parte di Friedman da questo punto di vista.

«Non ho niente da aggiungere su questo – ha affermato Friedman -, perché non c’è nulla da aggiungere»