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I casting di Luigi Di Maio per il Tg1 (e la smentita su Gennaro Sangiuliano)

Qualcosa si muove in viale Mazzini. Oggi La Repubblica parla di candidati papabili per la guida del Tg1 e fa sapere che Fabrizio Salini, nome desiderato da Di Maio, potrebbe non vincere la sfida.
Salini detiene il 5% delle quote della “Stand by me”, la società di produzione fondata da Simona
Ercolani. Per questo la sua candidatura sarebbe ritenuta inopportuna (e troppo renziana, secondo i leghisti).

Così, a giochi sparpagliati la Lega Nord mette i bastoni fra le ruote. Vuole prendersi l’onere di questa nomina e sopratutto vuole difendere Giovanna Bianchi Clerici, la loro candidata alla presidenza Rai.
Forza Italia e Pd spingono invece per Giovanni Minoli alla presidenza della tv pubblica, accattivandosi così gli interessi dei 5 stelle.

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Per questo la partita della direzione del Tg1 non è da poco. Uno dei nomi che circola in ambienti leghisti, spiega Repubblica, è quello di Gennaro Sangiuliano. Il giornale di Largo Fochetti dice che Sangiuliano è stato ricevuto a casa del capo politico del Movimento 5 Stelle, così come Alberto Matano. Di Maio  ha smentito la notizia di Repubblica: «Si tratta dell’ennesimo caso di fake news che alimenta assurdi retroscena».

Altri nomi che rimangono in lizza nei sogni dei 5 stelle per la poltrona del Tg1 sono il direttore del
Fatto quotidiano on line Peter Gomez, oppure un nome che non piace alla Lega: Antonio Di Bella, oggi alla guida di Rai News 24.

Prima si affronterà, presubilmente questo venerdì, la questione dg e Presidenza. Oltre a Salini restano in pole Andrea Castellari di Viacom International Media Networks Italia e il direttore dei palinsesti di viale Mazzini, Marcello Ciannamea. Chiuse quelle partite se ne apriranno altre. Con nomi molto conosciuti che sarebbero tra i desiderata del governo gialloverde: uno è quello di Federica Sciarelli ad esempio, lanciata (in ambito M5S) alla guida del Tg3.

(Foto ANSA/GIORGIO ONORATI)