Fiducia al governo Conte, la Camera approva con 350 sì

di Redazione | 06/06/2018

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Dopo la fiducia ottenuta ieri al Senato per il governo Conte è la volta della fiducia alla Camera dei Deputati, ottenuta con 350 voti favorevoli. Il governo ha ottenuto una maggioranza più ampia di quella inizialmente prevista, con 34 voti in più rispetto alla somma dei deputati di M5S e Lega.

L’esecutivo sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega si è presentato oggi a Montecitorio per chiedere il sostegno dell’assemblea. Alle 9 è cominciata una lunga discussione generale. Alle 15.40 c’è stata la replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durata circa un’ora. Il capo del governo ha affrontato tutti i principali punti del programma, dalla riforma fiscale al reddito di cittadinanza, dal tema giustizia alla sanità, dalla collocazione internazionale dell’Italia all’ambiente. Poi sono cominciate le dichiarazioni di voto dei gruppi. Infine la votazione, inizialmente prevista alle 17.45, iniziata alle 18.15.

Ieri sera a Palazzo Madama il nuovo governo M5S-Lega ha incassato la fiducia con 171 voti favorevoli, 117 contrari e 25 astenuti. Ai senatori pentastellati e leghisti si sono aggiunti due rappresentati del Maie e due ex grillini iscritti al gruppo misto. Fratelli d’Italia ha scelto l’astensione. Nessun problema di numeri anche alla Camera, dove la soglia della maggioranza assoluta è fissata a quota 316 voti su 630 deputati e i gruppi di Movimento 5 Stelle e Lega da soli possono contare su 346 membri. Qui la diretta live della giornata.

Fiducia al governo Conte, replica del premier e votazione: la diretta

ore 19.30.  Fiducia al Governo Conte, Camera approva. Voti favorevoli 350, contrari 236. Astenuti 35. La Camera approva la mozione di fiducia al Governo presieduto da Giuseppe Conte.

ore 19.08. Fiducia, Sgarbi la vota. Un po’ a sorpresa, il deputato Vittorio Sgarbi ha dichiarato di voler votare la fiducia al governo di Giuseppe Conte. Come al solito, la motivazione fornita è decisamente stravagante: «Dove c’e’ il disordine io prospero e quindi votero’ la fiducia al governo»

ore 18.58. Fiducia al Governo Conte, iniziata la seconda chiama. Iniziata la seconda chiama dei deputati per esprimere il voto di fiducia al governo Conte.

ore 18.45. Fiducia al Governo Conte, le parole di Di Maio. «Sarà il benessere delle persone a farci sapere se il governo della Terza Repubblica avrà lavorato bene. Mi ha colpito che le due opposizioni (Pd e Forza Italia, ndr) si spalleggiano a vicenda specialmente su un tema come il conflitto d’interesse».

ore 18.33. Fiducia al Governo Conte, la chiama procede. La chiama dei deputati per esprimere in maniera palese il voto di fiducia al governo Conte procede. L’elenco è già arrivato alla lettera N

ore 18.17. Fiducia al Governo Conte, via al voto. Al via nell’Aula della Camera la votazione sulla fiducia al governo Conte. La votazione è palese ed avviene per appello nominale: ciascun deputato sfila davanti al banco della presidenza e dichiara ad alta voce il proprio voto.

ore 17.43. Fiducia al Governo Conte, Delrio: «Si chiamava Piersanti, il fratello di Mattarella». Graziano Delrio ha ripreso Conte sulle offese ricevute da Mattarella, ricordate dal presidente del Consiglio. «Lei ha detto di non ricordare il congiunto del presidente offeso dal web. Glielo dico io come si chiamava: si chiamava Piersanti». A questo punto, i deputati di opposizione si sono alzati in piedi ad applaudire. Poi, l’altro affondo: «Lei dice di parlare a nome del popolo: io ricordo che in nome del popolo sono stati commessi delitti orribili, persino genocidi».

ore 17.40. Fiducia al governo Conte, Delrio durissimo: «Studi!». Durissimo intervento di Graziano Delrio del Partito Democratico durante le dichiarazioni di voto. «Lei non è qui per darci delle lezioni, studi! Ho apprezzato la sua umiltà nei primi approcci, ma oggi sono rimasto sconcertato dalle sue parole. Se vuole rispettare la costituzione, prenda il programma M5S-Lega e lo riscriva, prenda la lista dei ministri e la corregga».

ore 17.00. Fiducia al governo Conte, via alle dichiarazioni di voto. La replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in aula alla Camera dei Deputati si è conclusa dopo poco meno di un’ora, alle 16.50 circa. Dopo l’intervento del capo del governo a Montecitorio sono cominciate le dichiarazioni di voto sulla fiducia all’esecutivo. Il primo a intervenire è Alessandro Fusacchia, onorevole di +Europa, l’ultimo sarà il deputato Francesco D’Uva, nuoov capogruppo del Movimento 5 Stelle.

La replica del premier

ore 16.56. La replica di Conte: «Via la politica dalla sanità». L’ultimo passaggio della replica di Giuseppe Conte in aula alla Camera dei Deputati ha riguardato la sanità. «La sanità – ha affermato il capo del governo – è un diritto fondamentale. Vogliamo che tutti possano beneficiare delle cure e vogliamo promuovere l’adozione di modelli organizzativi più efficaci. Su una cosa siamo inflessibili: vogliamo che tutti gli interventi in materia siano guidati da un principio direttivo, vale a dire che nelle scelte dei responsabili sul piano manageriale non vogliamo l’influenza della politica». Conte ha sottolineato che sul fronte sanità il governo sta anche pensando alla promozione e all’adozione di modelli organizzativi più efficaci.

ore 16.54. La replica di Conte: «In materia di ‘Buona scuola’ interverremo su criticità». In aula a Montecitorio il premier Giuseppe Conte ha garantito anche interventi sulla riforma della ‘Buona scuola’. «Noi, nell’immigrazione come nella scuola non arriviamo per stravolgere» ciò che è stato fatto. «In materia di buona scuola abbiamo ragionato con tanti stakeholders, ci sono criticità su cui vogliamo intervenire».

 

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(Foto da archivio Ansa: Conte alla Camera. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 16.52. La replica di Conte: «La riforma del fisco con una no tax area». «Sapete che c’è da operare una riforma fiscale. Esiste il tema di progressività prevista dalla Costituzione, posso annunciare che ci sarà anche una ‘no tax area’. Quanto prima presenteremo il nostro progetto di riforma».

ore 16.48. La replica di Conte: «Dall’Ue gestione dei flussi migratori fallimentare». Verso la conclusione della replica il premier Giuseppe Conte ha affrontato il tema caldo dell’immigrazione. «Finora – ha detto in aula alla Camera il capo del governo – la gestione a livello Ue dei flussi migratori si è rilevata fallimentare. Intendiamo promuovere una più equa ripartizione delle responsabilità a livello Ue, non è solo questione economica ma questione che riguarda la cittadinanza europea».

ore 16.47. La replica di Conte: «Al più presto affronteremo il conflitto d’interessi». «Conflitto d’interessi, vexata quaestio in questo Parlamento: cercheremo di riprendere in mano questa questione, lo faremo al più presto. E i vostri interventi volti a interrompermi dimostrano che ciascuno ha il suo conflitto o pensa di avere il proprio conflitto…». E alle proteste dei parlamentari, il presidente del Consiglio ha replicato: «Sono stato frainteso, non sto accusando nessuno ma dico che è negli interstizi della società a qualsiasi livello».

ore 16.43. La replica di Conte: «La lotta alla corruzione con agenti sotto copertura». Parlando di lotta alla corruzione il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella sua replica alla Camera ha confermato l’impegno a ricorrere ad agenti sotto copertura. «Dobbiamo combattere la corruzione anche con agenti sotto copertura». «Qualcuno pensa ad agenti provocatori, a polemiche. Ma posso assicurare che gli onesti, con noi, non hanno nulla da temere».

ore 16.41. La replica di Conte: «Insieme de-burocratizzazione e lotta alla corruzione». «Quello della corruzione è un problema su cui ci siamo spesi molto: in campagna elettorale e nel contratto di governo. La nostra sensibilità su questo punto è prioritaria», ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte nella sua replica alla Camera in un altro passaggio. «Dobbiamo agire – ha aggiunto – su due livelli: da un lato in direzione della de-burocratizzazione e dall’altro nel contrastare la corruzione».

ore 16.39. La replica di Conte: «La crescita nel rispetto della discesa del debito». «Questo governo ha l’ardire di poter promuovere delle nuove politiche economiche. Questo significa voler in tutti i tavoli presidiarli, esprimendo una direzione, voler promuovere una crescita sociale e economica, nel rispetto del principio di discesa progressiva del debito».

ore 16.35. La replica di Conte: «Siamo nella Nato e vogliamo rimanerci». Un passaggio della replica di Giuseppe Conte è stato dedicato anche alla collocazione internazionale dell’Italia. «Per quanto riguarda la posizione a livello internazionale, siamo nella Nato e vogliamo rimanerci optime», ha detto il premier parlando alla Camera e citando Tito Livio.

ore 16.32. La replica di Conte: «La rappresentazione garantismo-giustizialismo è manichea». Giuseppe Conte nella sua replica alla Camera dei Deputati ha affrontato anche il tema giustizia rispondendo alle critiche di aver messo a punto un programma troppo giustizialista. «Questo esecutivo è consapevole che esistono principi costituzionali: oltre il contratto di governo ha ben presente la Costituzione», ha affermato il presidente del Consiglio in aula a Montecitorio. E ancora, altro passaggio: «Quello della giustizia è un capitolo che preoccupa molti e nelle rappresentazioni manichee ci si divide in giustizialisti e garantisti. Mi posso permettere, da giurista, di affermare che sia improprio giudicare le misure secondo questa manichea rappresentazione».

E poi, sulla giustizia: «C’è un equivoco, noi – ha proseguito Conte – non diciamo che va tutto bene nella giustizia: siamo consapevoli che i processi civili, ma soprattutto penali, non funzionano, che la giustizia è diventata censitaria. Chi ha i soldi, chi può permettersi buone difese riesce a difendere meglio le proprie ragioni». «Nel rispetto dei principi costituzionali, penso funzione riabilitava della pena – ha aggiunto il premier – credo ci siano margini di intervento, penso alle condizioni dei detenuti che spesso non sono umane. Ora ci dobbiamo sforzare per migliorare il sistema giustizia renderlo più equo e più certo, quindi attrarre investitori stranieri perché purtroppo sono frenati da questi problemi».

 

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(Foto da archivio Ansa: Conte alla Camera. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 16.27. La replica di Conte: «Il ruolo dell’Anca da valutare, senza depotenziare». «Ho lanciato l’idea di valutare bene il ruolo dell’Anac che non va depotenziato. In questo momento però non abbiamo i risultati che ci attendevamo e forse avevamo investito troppo. Possiamo valorizzare Anac anche in prospettiva di prevenzione e rafforzare la fase di prevenzione, in modo di avere una sorta di certificazione anticipata degli amministratori pubblici per poter procedere alle gare più speditamente».

ore 16.19. La replica di Conte: «Il reddito di cittadinanza non sarà misura assistenziale». «Capisco che sul reddito di cittadinanza ci possano essere valutazioni opposte ma tengo a precisare che il reddito di cittadinanza non sarà concepito come una misura assistenziale, lo abbiamo concepito come un sostegno per il reinserimento lavorativo. Vedrete che già nella descrizione del reddito di cittadinanza nel contratto il tema è articolato in più fasi. Cercheremo di progettare questa misura in modo molto oculato, in modo molto articolato».

ore 16.16. La replica di Conte: «Il codice degli appalti non viene applicato». «Abbiamo un codice degli appalti che non viene applicato: lo dico io che sono un giurista e sono sensibile alla cultura della legalità, che non vuol dire che non si fanno le cose, ma che si fanno bene». «Le pubbliche amministrazioni – aggiunge – oggi non sono in grado di operare, strette da responsabilità erariale e penale. Oggi chi rimane fermo è avvantaggiato. Le procedure di gara sottopongono a rischi».

ore 16.13. La replica di Conte: «Sulle infrastrutture valuteremo costi e benefici». Parlando delle infrastrutture il presidente del Consiglio parla anche di «politica di crescita». «Veniamo contestati – ha detto il premier Giuseppe Conte in aula a Montecitorio nella sua replica – perché si dice che questo governo non sarebbe sensibile anzi contrario alle infrastrutture. Noi diciamo altro e lo rivendichiamo: vogliamo operare una valutazione costi-benefici. Pensiamo che gli investimenti produttivi siano un passaggio fondamentale per una politica di crescita quindi sicuramente non ci sottrarremo agli investimenti nelle infrastrutture».

 

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(Foto da archivio Ansa: Conte alla Camera. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 16.11. La replica di Conte: «La green economy è il futuro dei nostri figli». Il presidente del Consiglio ha affrontato anche il tema ambientale. «Sul fronte dell’ambiente ho ricevuto critiche ingiuste: ci sarà forte attenzione su questo argomento. La green economy non è per noi solo uno slogan, ma il futuro per i nostri figli: faremo di tutto per orientare il nostro Paese in questa direzione». «Quando parliamo di green economy – ha continuato Conte nella sua replica in aula alla Camera – intendiamo esprimere un governo dei processi sociali ed economici in modo da orientare, nei limiti delle competenze del governo, tutto il sistema produttivo verso l’obbiettivo sostenibile, un vero progetto di sviluppo per l’industria e le imprese».

ore 16.07. La replica di Conte: «Lavoreremo subito per attuare il contratto». Il presidente del Consiglio nella replica in aula a Montecitorio ha risposto anche alle critiche per non aver fornito dettagli sui tempi di attuazione delle proposte contenute nel contratto di programma di M5S e Lega. «C’è attesa nel Paese e in Aula – ha detto – dove ci viene sollecitato di precisare quelli che sono gli obiettivi in modo più puntuale. Ne siamo consapevoli ma ci siamo appena insediati: non chiedeteci dettagli normativi perché stiamo ancora costituendo gli uffici. Abbiamo appena giurato! Quello che assicuriamo e che lavoreremo subito per dare seguito attuativo alle anticipazioni contenute nel contratto di governo».

ore 16.02. La replica di Conte: «Nella lotta alla mafia non c’è maggioranza e opposizione». Altro passaggio dell’intervento di replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in aula alla Camera. «Non esiste maggioranza e non esiste opposizione sul contrasto alle mafie e ai poteri criminali. Qui veramente possiamo essere d’accordo».

ore 15.58. La replica di Conte: «Gli attacchi a Mattarella mi hanno addolorato». Nella sua replica in aula a Montecitorio il premier Giuseppe Conte ha anche affrontato il tema della lotta alla mafia. Sul tema dei provvedimenti sulla confisca dei beni alla mafia «nessuno vuol disconoscere ciò che è stato fatto dal governo uscente sul punto, dobbiamo lavorare tutti uniti. Anzi, una delle cose che più mi ha addolorato è stato quando c’è stato un attacco alla memoria di un suo congiunto, è stata una cosa che mi è davvero dispiaciuta».

 

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ore 15.56. La replica di Conte: «Sono grato a Mattarella». Durante la replica alla Camera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rivolto un saluto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella «in quanto garante dell’unita’ nazionale». «Nell’ambito delle sue prerogative costituzionali ha presieduto all’attività di formazione di questo governo, gli sono doverosamente grato per tutto quanto ha fatto sin qui», ha detto il capo del governo.

ore 15.53. La replica di Conte: «Sento forte la responsabilità». «Sono molto onorato e come già anticipato al Senato, sento forte la responsabilità di parlare in quest’Aula e di replicare alle numerose richieste di chiarimenti che sono state formulate».

ore 15.49. Fiducia al governo Conte, cominciata la replica del premier. È cominciata in aula alla Camera la replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel dibattito sulla fiducia al governo.

ore 15.18. Fiducia al governo Conte, Bersani (Leu): «Il premier ha perso l’occasione di segnalarsi». Ad esprimere un giudizio molto severo sul governo Conte e sul discorso di ieri al Senato del presidente del Consiglio è anche la sinistra. Pier Luigi Bersani, esponente di Leu, a Radio Radicale: «Ho ascoltato il presidente del consiglio: parole, alcune preoccupanti altre condivisibili perché ovvie, ma bisogna prendere atto che manca un’agenda scandita, non ci sono i 1000 giorni, non c’è una cifra. Si vende quel contratto come un programma di governo ma è più o meno un documento elettorale. Purtroppo il presidente del consiglio ha perso l’occasione di segnalarsi come tale, di dire qualcosa in più. Per esempio le prime due o tre cose da fare, sarebbe bastato questo».

ore 15.11. Fiducia al governo Conte, alla Camera maggioranza larga. Anche alla Camera dei Deputati, come già successo ieri al Senato, il governo Conte incasserà la fiducia da una maggioranza larga. Come a Palazzo Madama l’esecutivo guidato dal professore Giuseppe Conte non otterrà solo il sostegno di Movimento 5 Stelle e Lega, le due forze politiche uscite rafforzate dalle elezioni politiche del 4 marzo che hanno messo a punto il contratto di governo. A dire sì al governo anche membri del gruppo misto, come i rappresentanti de Maie ed ex grillini come Catello Vitiello.

ore 14.35. Fiducia al governo Conte, il verbale del voto di ieri al Senato. Sul profilo Twitter del Senato è stata pubblicata una foto del verbale della votazione sulla mozione di fiducia di ieri, passata con 171 voti favorevoli e 117 contrari.

 

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(Foto: dal profilo Twitter del Senato, il verbale della votazione sulla mozione di fiducia di ieri. Credit immagine: ANSA / UFFICIO STAMPA)

 

ore 14.25. Fiducia al governo Conte, il premier: «Al G7 l’Italia dovrà farsi conoscere e rispettare». Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rilasciato una dichiarazione ai cronisti mentre usciva dall’aula della Camera. Al G7 «la prima posizione dell’Italia sarà farsi conoscere e la seconda sarà farsi rispettare», ha dichiarato il capo del governo.

ore 14.10. Fiducia al governo Conte, terminata la discussione generale. Nell’Aula della Camera è terminata la discussione generale sulla fiducia al governo Conte, pochi minuti dopo le 9. La seduta riprenderà nel primo pomeriggio, come previsto lunedì dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Alle 15.40 è in programma, con diretta tv, la replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Poi seguiranno le dichiarazioni di voto dei gruppi. Alle 17.45, infine, è previsto l’inizio della chiama dell’appello nominale.

 

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La discussione generale

ore 13.55. Fiducia al governo Conte, Fdi conferma il suo voto non favorevole. Fratelli d’Italia, dopo l’astensione di ieri al Senato, conferma che non voterà nemmeno a Montecitorio la fiducia. «Fdi è fuori da questa maggioranza bifronte e non darà la sua fiducia al governo Conte», ha annunciato in aula alla Camera il capogruppo Fabio Rampelli nel corso del dibattito sulla fiducia. Rampelli ha ricordato che il capo dello Stato, «che pure ringraziamo, non è stato capace di dare l’incarico al centrodestra che ha vinto le elezioni». «Non è normale che i cittadini votino per dei candidati premier indicati dai partiti e poi si trovino un premier espresso dall’estabilishment, non eletto dai cittadini».

ore 13.30. Fiducia al governo Conte, Molinari (Lega): «Via sanzioni alla Russia». Il leghista Riccardo Molinari a Montecitorio ha rivendicato l’eliminazione delle sanzioni alla Russia da parte del governo guidato da Giuseppe Conte, perché «incidono pesantemente sul lavoro dei nostri agricoltori».

 

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ore 13.24. Fiducia al governo Conte, Magi (+Europa): «Ma il presidente ha mai visto le carceri?». Molto dure le parole in aula alla Camera del deputato Riccardo Magi, di +Europa, nei confronti del presidente del Consiglio e del sistema carcerario italiano: «Presidente Conte – ha chiesto lo stesso Magi -, lei è mai stato in un carcere italiano? Lo sa quale ruolo hanno avuto le forze che lo sostengono nell’affossare la riforma dell’ordinamento penitenziario? E’ incredibile che lei nel suo discorso di ieri non abbia mai menzionato la frase ‘Stato di diritto’».

 

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(Foto da archivio Ansa: Fico alla Camera. Credti immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 13.05. Fiducia al governo Conte, siparietto alla Camera: Fico richiama Salvini. Un siparietto tra Roberto Fico e Matteo Salvini nel corso del dibattito alla Camera sulla fiducia al governo Conte. Il ministro dell’Interno e segretario della Lega poco dopo essere entrato in aula a Montecitorio ha abbandonato i banchi del governo per seguire la discussione tra i deputati del suo partito. Ma è stat immediatamente richiamato dal presidente della Camera, che gli ha imposto diritornare tra i banchi del governo. «Lei è senatore e fa parte del governo e non può sedere tra i deputati», ha detto Fico a Salvini, che aveva fatto la stessa cosa ieri al Senato, senza però essere redarguito dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati perché senatore.

 

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ore 12.52. Fiducia al governo Conte, Marin (Fi): «Berlusconi ultimo premier eletto». Nel corso della discussione sulla fiducia alla Camera i deputati di Forza Italia ricordano anche come Giuseppe Conte non sia un presidente del Consiglio indicato come possibile premier già prima del voto. «Il contratto del cambiamento che lega le forze della maggioranza non figlio della trasparenza, semmai è trasparente, cioè vuoto, generico, debole, banale», ha affermato Marco Marin in aula a Montecitorio. E ancora: «Il Presidente Conte si è presentato come l’avvocato degli italiani – ha aggiunto -, ma gli italiani in genere l’avvocato se lo scelgono. Il Presidente del Consiglio ha un vizio di forma, un peccato originale: non è passato dagli italiani, dal voto. L’ultimo Presidente del Consiglio eletto è quello del 2008, cioè Silvio Berlusconi»

 

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(Foto da archivio Ansa: Conte e Salvini. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 12.35. Fiducia al governo Conte, Sisto (Fi): «Sulla giustizia torniamo indietro di 50 anni». «Noi siamo preoccupati. Le competenze non sono un’opinione», ha detto intervenendo in aula il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto. «Il linguaggio del contratto è generico, aperto. Capace di confondere il potere con il governo», ha aggiunto l’onorevole azzurro. «Sul tema giustizia ho trovato contraddizioni preoccupanti specie nel paragrafo 11 del programma». E ancora: «Stiamo negando i fondamenti del rapporto uomo-pena-reati. Torniamo indietro di 50 anni». «Da questo Paese non fuggiranno gli investitori ma gli italiani».

ore 12.15. Fiducia al governo Conte, Martina (Pd): «Il premier sappia che populista non è popolare».  Nel suo intervento a Montecitorio il segretario reggente del pd Martina ha anche richiamato l’intervento di ieri in aula al Senato della senatrice a vita Liliana Segre. «Mai più leggi speciali, mai più leggi discriminatorie, mai più intolleranza», ha detto l’esponente Dem. «Altro che banalizzare quello che è avvenuto in queste ore in Calabria», ha poi aggiunto riferendosi all’assassinio del sindacalista maliano Sacko in Calabria. «Altro che liquidare quel fatto come fatto che devi richiamare, perché ti costringono a farlo. Altro che destra e sinistra non ci sono più. Si sono incaricati i suoi ministri nel dire che questa differenza c’è, eccome». Altro passaggio dell’intervento: «Il presidente Conte ha definito il suo governo come populista. È legittimo. Sappia che populista non è popolare. Populista è chi soffia sulle paure senza risolverle».

 

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(Foto da archivio Ansa: Maurizio Martina: Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 11.58. Fiducia al governo Conte, Martina (Pd): «Il contratto è una cambiale per i giovani». Il segretario reggente del Partito Democratico Maurizio Martina è intervenuto alla Camera nel corso del dibattito sulla fiducia al governo Conte attaccando i contenuti del contratto di programma M5S-Lega. «Non è un progetto per il futuro del paese, serve solo a voi – ha detto – per stare insieme. Non c’è nulla di utile a costruire una traiettoria di futuro del paese. Il vostro contratto è iniquo per le scelte che propone. È una gigantesca cambiale che pagheranno le giovani generazioni». E ancora: «Se deciderete di presentare un condono mascherato noi vi daremo battaglia. Se deciderete di discriminare per nascita i bambini negli asili, noi vi daremo battaglia. Se deciderete di fare una controriforma fiscale dove chi ha di più paga di meno, noi vi daremo battaglia». E infine, chiudendo l’intervento: «Noi saremo l’alternativa, l’alternativa popolare, l’alternativa sociale».

ore 11.46. Fiducia al governo Conte, Calabria (Fi): «L’esecutivo M5S-Lega solo una parentesi della Repubblica». Dall’opposizione è netta anche la posizione espressa nel corso del dibattito a Motnecitorio dalla deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria «Non posso che esprimere il mio rammarico – ha affermato – per il governo che poteva essere e non è stato, l’unico davvero rispondente alla maggioranza degli elettori, il governo del centrodestra, non avrebbe avuto bisogno di compromessi e accordi al ribasso». «Oggi – ha proseguito – si presenta un esecutivo, riteniamo che questo esperimento possa essere solo una parentesi della nostra Repubblica, non è una valutazione sulle persone ma sul contratto».

 

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ore 11.40. Fiducia al governo Conte, Ascani (Pd): «Il discorso del premier elenco di banalità». La deputata Pd Anna Ascani in aula a Montecitorio attacca: «Le dichiarazioni programmatiche del presidente Conte? Trattasi di un elenco di banalità mescolate a intenzioni preoccupanti, in particolare su immigrazione e sicurezza». E ancora: «Mi preoccupa più quel che manca più di quello che c’è: la cultura e la scuola a questi temi vengono dedicati solo poche righe».

 

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(Foto da archivio Ansa: il premier Conte e il ministro Tria. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 11.30. La diretta streaming. È possibile seguire tutta la discussione a Montecitorio sulla fiducia al governo Conte, con replica del presidente del Consiglio e dichiarazioni di voto dei gruppi, anche in diretta streaming. La trasmissione sul canale YouTube ufficiale della Camera dei Deputati. Questo il link.

ore 11.10. Fiducia al governo Conte, Ruocco (M5S): «Il contratto porta chiarezza». Il Movimento5  Stelle difende a spada tratta l’intervento di ieri del presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato, discorso poi trasmesso alla Camera dei deputati. In aula a Montecitorio la deputata Carla Ruocco: «Il Pd non conosce il nostro contratto, soprattutto nella parte fiscale. Oggi il contribuente non sa quanto e quando pagare, noi porteremo la semplificazione perché il fisco deve essere qualcosa di chiaro, diverso dal brutto film che abbiamo visto fino ad ora».

 

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ore 11.10. Fiducia al governo Conte, Mulè (Fi): «Il premier ha il cappello di Pinocchio». Forza Italia continua ad esprimere un secco no all’esecutivo di Movimento 5 Stelle e Lega. In aula i deputati attaccano. Il deputato Giorgio Mulè: «Vi siete battezzati come governo del cambiamento. Il presidente Conte, dopo essere stato voluto dal ‘ministro del Lavoro altrui’ si è levato a custode e garante del governo del cambiamento. Sulla sua testa non c’è una corona ma il cappello di Pinocchio. La prospettiva è quella del peggioramento e dell’arretramento».

 

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(Foto da archivio Ansa: il premier Conte e il ministro Moavero Milanesi. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

ore 11.10. Fiducia al governo Conte, Verini (Pd): «Siamo preoccupati per i silenzi su mafie e corruzione». Il Pd, tra i vari punti elencati ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, mette in evidenza anche il programma sulla giustizia. «Siamo preoccupati per i silenzi, e anche per le cose dette sulla giustizia, della lotta alla corruzione e alle mafie, ci saremmo aspettati un impegno, pur con delle correzioni, sulla strada intrapresa sulla riforma della giustizia», ha detto in aula alla Camera nel corso del dibattito sulla fiducia il deputato Dem Walter Verini. «È il Pd a sfidarla, presidente, nella lotta alla corruzione», ha affermato l’onorevole.

 

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Lo spread alto

La prima fiducia di martedì sera al Senato al governo Conte non è bastata per rassicurare i mercati finanziari. Stamattina, a poche ore dal voto a Palazzo Madama lo spread tra Btp e Bund ha superato quota 250 dopo un’apertura a 236 e dunque in netto rialzo. Il differenziale tra rendimento dei titoli di Stato italiani decennali ed omologhi tedeschi viene considerato un termometro della fiducia riposta nel nostro paese dagli investitori stranieri. La risalita dello spread va quindi letta come una crescente preoccupazione degli operatori dei mercati finanziari. Probabilmente non sono graditi i pochi dettagli che il premier Conte e l’esecutivo M5S-Lega in generale in queste ore e in questi giorni hanno fornito sulle coperture finanziarie delle costose misure che intendono adottare, come flat tax e reddito di cittadinanza.

 

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I numeri in Parlamento

Ieri il governo Conte ha ottenuto la fiducia del Senato con 171 sì, 117 no e 25 astenuti, con 314 senatori presenti e 313 votanti. Un voto favorevole all’esecutivo è stato espresso da tutti i membri dei gruppi di Movimento 5 Stelle e Lega, 109 pentastellati e 58 leghisti, ai quali si sono aggiunti due rappresentanti del Maie, il Movimento associativo italiani all’estero, e due ex grillini, Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, usciti dal partito in campagna elettorale, a pochi giorni dalle elezioni politiche, per la vicenda dei rimborsi non restituiti. Alla Camera invece, con la soglia della maggioranza assoluta fissata a quota 316 seggi, la metà più uno dei 630 deputati, il fronte di M5S e Carroccio è ancora più solido. Sono 222 i membri del gruppo del Movimento 5 Stelle. Sono 124 gli iscritti a quello della Lega. Complessivamente si arriva a 346.

 

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Il programma della giornata

In base a quanto stabilito lunedì dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, è in programma oggi alla Camera la discussione generale sulla fiducia al governo conte fino alle 14, a partire dalle 9. Alle 15,40 poi, con diretta in tv, è prevista la replica del presidente del Consiglio cui seguiranno le dichiarazioni di voto dei gruppi. Alle 17.45 è previsto l’inizio della votazione, della chiama dell’appello nominale.

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / RICCARDO ANTIMIANI)

 

La fiducia parlamentare

La fiducia parlamentare è l’atto che, attraverso delle votazioni, consente al Parlamento di esprimere un governo o di controllarne l’operato. Nell’ordinamento italiano la fiducia viene accordata da entrambe le Camere, dalla Camera dei Deputati dal e Senato della Repubblica, in maniera indipendente, tramite una votazione nominale, entro dieci giorni dalla formazione dell’esecutivo. All’articolo 94 della Costituzione si legge:

«Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia».

 

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(Foto da archivio Ansa: Di Maio e Conte. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)

 

(Foto di copertina da archivio Ansa)