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Rebus governo, Mattarella convoca Cottarelli. Di Maio e Meloni chiedono l’impeachment

Tramonta l’esecutivo M5S-Lega. Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, sostenuto dalle due forza uscite rafforzate dalle Elezioni Politiche del 4 marzo, ha rinunciato all’incarico di governo. Il professore di diritto privato ha rimesso l’incarico esplorativo nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il premier incaricato è arrivato al Colle per incontrare il capo dello Stato nel tardo pomeriggio di domenica, alle 19. Al termine del colloquio il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti ha comunicato: «Il presidente della Repubblica ha ricevuto oggi pomeriggio il professor Giuseppe Conte, il quale sciogliendo la riserva formulata ha rimesso l’incarico di formare il governo, conferitogli il 23 maggio scorso. Il presidente della Repubblica lo ha ringraziato per l’impegno posto per l’adempimento del suo mandato».

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / FABIO FRUSTACI)

 

Al Colle Conte ha ringraziato Movimento 5 Stelle e Carroccio: «Ho profuso il massimo sforzo e attenzione a questo sforzo, in un clima di piena collaborazione con le forze politiche che mi hanno designato». Pochi minuti dopo è intervenuto il presidente Mattarella, che ha anche risposto agli attacchi subiti in questi giorni: «Nessuno può dire che ho ostacolato il governo M5S-Lega», «Il mio ruolo di garanzia non può subire imposizioni». Il capo dello Stato ha poi affrontato il nodo che avrebbe impedito la nascita del governo, quello della proposta di M5S-Lega di nominare come ministro dell’Economia l’economista Paolo Savona, sgradito al Quirinale per le posizioni anti-euro e anti Ue. Mattarella ha precisato di aver chiesto per il dicastero di via XX Settembre «l’indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza» che «non sia visto come sostenitore della fuoriuscita dell’Italia dall’euro». Il capo dello Stato ha fatto riferimento anche alle tensioni sui mercati finanziari: «L’impennata dello spread riduce le risorse del Paese». E ancora: «L’adesione all’euro – ha detto Mattarella – è una scelta fondamentale, se si vuole discuterne si deve farlo in modo approfondito».

Il presidente della Repubblica ha convocato per domani mattina al Quirinale Carlo Cottarelli, probabilmente per affidargli un nuovo incarico di governo.

Il passo indietro di Conte ha scatenato un nuovo duro scontro tra M5S-Lega e il Quirinale. Con Salvini e Di Maio attaccano frontalmente e pubblicamente il Colle. Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia chiedono addirittura la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica, l’impeachment. «Mi piacerebbe che l’Italia tornasse a essere un Paese libero e non un paese a sovranità limitata», ha detto il segretario del Carroccio in un comizio a Terni. «Mai più servi di nessuno, l’Italia non è una colonia. A questo punto, con l’onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi!». Il capo politico del M5S intanto su Facebook: «È inutile che andiamo a votare tanto i governi li decidono le agenzie di rating, le lobby finanziare e bancarie, sempre gli stessi». Poi, intervistato a Che tempo che fa: «Bisogna mettere in Stato di accusa il Presidente. Bisogna parlamentarizzare tutto anche per evitare reazioni della popolazione». In un comizio a Fiumicino in tarda serata Di Maio è arrivato perfino a dire che «dopo stasera è veramente difficile credere nello Stato e nelle sue leggi». La presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni non è da meno: «Se è vero il veto su Savona chiederemo la messa in stato d’accusa di Mattarella».

Ora è concreto il rischio di una crisi istituzionale, che sembrava scongiurato dopo settimane di trattative per un’intesa tra M5S e Lega e dopo giorni di accesa discussione sul contratto di programma di Movimento 5 Stelle Carroccio messo a punto anche dai leader Di Maio e Salvini e sulla composizione della squadra dei ministri. Nel pomeriggio, prima di incontrare il premier incaricato Conte, Mattarella aveva avuto anche due lunghi colloqui con Di Maio e Salvini. Nella lista dei ministri presentata da Conte al Quirinale il capo politico M5S veniva indicato come vicepremier e ministro di Lavoro e Sviluppo Economico. Il leader leghista come vicepremier e ministro dell’Interno. Circolano già ipotesi sulla data di eventuali, ma probabili, elezioni anticipate. Si parla di voto a settembre. Forse il 9, seconda domenica del mese.

Governo, Conte rimette l’incarico. Mattarella convoca Cottarelli

Conte è arrivato al Quirinale dal presidente della Repubblica dopo una giornata in cui non erano trapelate molte indiscrezioni. Non sembrava sciolto il principale nodo sui ministri del possibile esecutivo giallo-verde. M5S e Lega hanno chiesto per giorni di affidare il Ministero dell’Economia all’economista Savona, che però non è mai stato gradito al presidente della Repubblica per le sue posizioni anti-tedesche espresse negli ultimi anni. Sono state sia fonti di M5S che del Carroccio a riferire che Mattarella aveva posto il veto su Savona ministro, nuovamente, nel corso dei colloqui pomeridiani con Salvini e Di Maio.

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIANDOTTI / UFFICIO STAMPA QUIRINALE)

 

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Conte: «Ho profuso il massimo sforzo»

«Come anticipato – ha detto Conte al Quirinale dopo aver rinunciato all’incarico di formare un esecutivo – ho rimesso il mandato conferitomi il 23 maggio di formare il governo del cambiamento». «Ringrazio il presidente Mattarella per avermi conferito il mandato e gli esponenti di M5S Luigi Di Maio e Lega, Matteo Salvini per avere indicato il mio nome». «Vi assicuro che ho profuso il massimo sforzo e attenzione a questo sforzo, in un clima di piena collaborazione con le forze politiche che mi hanno designato».

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIANDOTTI / UFFICIO STAMPA QUIRINALE)

 

Mattarella: «Ho agevolato in ogni modo il tentativo di M5S e Lega»

Dopo Conte il presidente Mattarella: «Ho agevolato in ogni modo il tentativo di Lega e M5S di formare un governo, ho atteso la formazione di un programma, ho superato ogni perplessità sulla circostanza che un governo politico fosse guidato da un esponente non eletto in Parlamento. Nessuno può sostenere che io abbia ostacolato la formazione del governo che viene definito del cambiamento». E ancora: «Il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non può subire imposizioni. Ho accettato tutte le proposte tranne quella del ministro dell’Economia».

«L’incertezza sulla nostra posizione dell’euro – ha proseguito il capo dello Stato – ha posto in allarme investitori e risparmiatori italiani e stranieri che hanno investito nei nostri titoli di Stato e nelle nostre aziende. L’impennata dello spread riduce le risorse dello Stato, occorre fare attenzione al pericolo dell’aumento degli interessi per i mutui e per i finanziamenti alle aziende. È mio dovere essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani, in questo modo si riafferma concretamente la sovranità italiana». Altro passaggio dell’intervento: «L’adesione all’euro è una scelta fondamentale, se si vuole discuterne si deve farlo in modo approfondito».

Di Maio: «La scelta di Mattarella è incomprensibile, serve la messa in stato d’accusa»

Le parole del presidente della Repubblica hanno acceso un nuovo scontro con M5S e Lega soprattutto sul nodo di Savona. In diretta su Facebook Luigi Di Maio, negli stessi minuti in cui parlava il capo dello Stato, ha dichiarato: «Sono stato grande stimatore Mattarella ma questa scelta è incomprensibile». «Avevamo espresso – ha continuato il capo politico del M5S – Conte come presidente del consiglio, avevamo una squadra di ministri, eravamo pronti a governare e ci è stato detto no perché il problema è che le agenzie di rating in tutta Europa erano preoccupate per un uomo che andava a fare il ministro dell’Economia. Allora diciamocelo chiaramente che è inutile che andiamo a votare tanto i governi li decidono le agenzie di rating, le lobby finanziare e bancarie, sempre gli stessi».

 

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E ancora: «Per noi l’Italia è sovrana: se si vuole impedire un governo del cambiamento allora ce lo devono dire chiaramente. Sono molto arrabbiato». Altro passaggio della diretta: «Stiamo lavorando da decine e decine di giorni, dalla mattina alla sera, per assicurare un governo a questo Paese: ma la verità è che stanno facendo di tutto per non mandare il Movimento 5 Stelle al governo di questo paese». «In questo Paese – ha dichiarato Di Maio – puoi essere un criminale condannato, un condannato per frode fiscale, puoi essere Alfano, puoi avere fatto reati contro la pubblica amministrazione, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione e il ministro lo puoi fare ma se hai criticato l’Europa non puoi permetterti neanche di fare il ministro dell’Economia in Italia. Ma non finisce qui».

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / FLAVIO LO SCALZO)

 

Più tardi, intervistato telefonicamente a Che tempo che fa, su Raiuno, Di Maio ha affermato: «Se andiamo al voto e vinciamo poi torniamo al Quirinale e ci dicono che non possiamo andare al governo. Per questo dico che bisogna mettere in Stato di accusa il Presidente. Bisogna parlamentarizzare tutto anche per evitare reazioni della popolazione». (Secondo l’articolo 90 della Costituzione: «Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri»).

«Al posto di Savona volevano Cottarelli»

«Savona – ha poi detto Di Maio in un comizio a Fiumicino in tarda serata – non è un facinoroso, non era un ministro di M5S o Lega, ma del governo Ciampi, ha commesso il solo errore di un reato di opinione. A chi ci dice che era un nome della Lega per far saltare tutto, dico che lo abbiamo conosciuto insieme solo poco tempo fa». «Savona aveva detto a noi ‘non se ne parla di uscire dall’Euro, andiamo al tavolo dell’Ecofin a cambiare le regole’». «Non è che non andava bene lui, andavano bene tutti quelli come lui. Al ministero volevano Cottarelli del Fondo monetario internazionale che ci ha riempito la testa che dobbiamo distruggere la scuola e tagliare le spese». E ancora: «Era una cosa premeditata, far fallire il governo del M5S e della Lega». Il capo politico M5S si è spinto a dire che «dopo stasera è veramente difficile credere nello Stato e nelle sue leggi».

L’attacco al Quirinale è netto. Di Maio invita la Lega a chiedere la messa in stato di accusa di Mattarella. «La Lega – ha affermato – non può tirarsi indietro su questa azione di responsabilità nei confronti del presidente della Repubblica, sennò dimostra di non voler andare fino in fondo». E poi: «Leali alla costituzione, avevo promesso, e non l’ho tradita io stasera questa promessa”, ha aggiunto alludendo al capo dello Stato.

Salvini: «L’Italia torni ad essere un Paese libero»

«Ce l’ho messa tutta e ce la metterò tutta in queste ultime ore», ha detto invece Salvini in serata nel corso di un comizio a Terni. «Noi – ha affermato il leader della Lega – ce l’abbiamo messa tutta, se qualcuno si prenderà la responsabilità di non far nascere un governo pronto domani mattina, lo vada a spiegare a 60 milioni di italiani». «Eravamo riusciti a mettere nella lista dei ministri che in questi minuti il presidente incaricato sta consegnando al presidente della Repubblica – ha continuato il segretario del Carroccio – un elenco di idee, di nomi e cognomi, di gente che da domani vorrebbe o avrebbe voluto cominciare a lavorare e trasformare in realtà la speranza di milioni di italiani. Però abbiamo un principio che viene prima di tutto, per l’Italia, per i nostri figli e per gli italiani decidono solo gli italiani, non decidono i tedeschi». «Mi piacerebbe che l’Italia tornasse a essere un Paese libero e non un paese a sovranità limitata», ha detto ancora Salvini nel corso del suo comizio. E a proposito di pressioni dall’estero su un governo giallo-verse, ha aggiunto: «Non mi sono mai occupato dei ministri tedeschi, francesi… Ognuno a casa sua fa quel che gli pare».

 

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«Se un ministro dà fastidio a certi poteri che ci hanno massacrato questo vuol dire che è il ministro giusto». «Vuol dire che se ci sono ministri che si impegnano ad andare ai tavoli europei a difendere i diritti, il lavoro e la salute dei cittadini italiani parte il Governo , se invece deve partire dalle imposizioni e dalle minacce dell’Europa il Governo con la Lega non parte». Ancora, sulla squadra dei ministri: «Se il professor Savona non può fare il ministro perché ha il difetto di difendere i cittadini italiani mettendo in discussione le regole europee, allora io se vado al governo ci porto il professor Savona».

«Non siamo una colonia, ora la parola a voi»

Dopo la notizia della rinuncia dell’incarico da parte di Conte Salvini su Facebook ha scritto: «Prima gli italiani, il loro diritto al lavoro, alla sicurezza e alla felicità. Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto No. Mai più servi di nessuno, l’Italia non è una colonia. A questo punto, con l’onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi!».

 

 

Meloni: «Se è vero il veto su Savona Fdi chiederà la messa in stato d’accusa di Mattarella»

Anche la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni attacca il Quirinale ipotizzando, come Di Maio, la messa in stato d’accusa di Mattarella, l’impeachment. «Si dice – ha affermato in una nota – che il Presidente della Repubblica abbia messo il veto sulla nomina di Paolo Savona a Ministro dell’Economia, se questa notizia fosse confermata avrebbe dell’incredibile. E se questo veto fosse confermato sarebbe drammaticamente evidente che il Presidente Mattarella è troppo influenzato dagli interessi delle nazioni straniere e dunque Fdi nel caso in cui questo veto impedisca la formazione del nuovo Governo chiederà al Parlamento la messa in stato d’Accusa del Presidente per alto tradimento».

Renzi: «Salvini non voleva governare, indegno minacciare Mattarella»

Il centrosinistra di schiera senza se e senza ma dalla parte del Quirinale e critica l’atteggiamento di M5S e Lega. «Salvini non voleva governare: ha fatto promesse irrealizzabili, ha paura delle sue bugie, altro che flat tax e Fornero. E quindi ha usato l’alibi di un ministro per far saltare tutto: vecchio stile leghista. Ma minacciare Mattarella è indegno. Sulle Istituzioni non si scherza», è stato il commento di Matteo Renzi su Twitter. «Il Presidente della Repubblica – sono state le parole invece del segretario reggente del Pd Maurizio Martina – ha difeso il Paese, la Costituzione, l’interesse nazionale. È il garante degli italiani. Per 80 giorni Lega e Cinque Stelle hanno invece portato in modo irresponsabile l’Italia sull’orlo di una crisi senza precedenti».

 

 

 

Berlusconi: «Irresponsabile chi parla di impeachment, primo dovere difendere il risparmio»

Ma anche Forza Italia difende la scelta de Colle. «Prendiamo atto – ha osservato in una nota il leader Silvio Berlusconi – con rispetto delle decisioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e osserviamo con preoccupazione l’evolversi della situazione politica. Come sottolineato dal Presidente Mattarella in un momento come questo il primo dovere di tutti è difendere il risparmio degli italiani, salvaguardando le famiglie e le imprese del nostro Paese. Il movimento Cinquestelle che parla di impeachment è come sempre irresponsabile. Forza Italia – ha concluso Berlusconi – attende le determinazioni del Capo dello Stato, ma ove necessario sarà pronta al voto».

Savona: «Voglio un’Europa più forte ma più equa»

In un comunicato ufficiale a metà giornata l’economista Savona aveva risposto allo scetticismo nei suoi confronti con un comunicato: «Voglio un’Europa diversa, più forte, ma più equa», le sue parole. Il professore diceva di non essere «mai intervenuto in questi giorni nella scomposta polemica che si è svolta sulle mie idee in materia di Unione Europea e, in particolare, sul tema dell’euro, perché chiaramente espresse nelle mie memorie consegnate all’Editore il 31 dicembre 2017, circolate a stampa in questi giorni, in particolare alle pagine 126-127».

 

(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIANDOTTI / UFFICIO STAMPA QUIRINALE)

 

Di Maio e Salvini da Mattarella nel pomeriggio

Conte è arrivato al Quirinale da Mattarella dopo Di Maio e Salvini. Nel pomeriggio i leader di M5S e Lega hanno avuto due lunghi colloqui al Colle. Il capo politico del Movimento 5 Stelle e il segretario federale del Carroccio hanno visto il presidente proprio per cercare di sbloccare in extremis l’impasse sul governo, e in particolare sulla presenza alla guida del ministero dell’Economia di Savona. Mattarella ha visto i due leader separatamente: al Quirinale è salito prima Salvini, che poi si è diretto a Terni dove ha in programma dei comizi elettorali, e poi, alle 18 circa, Di Maio.

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / CLAUDIO PERI)

 

Il comunicato di Savona

Savona nel suo comunicato, diffuso a metà giornata, sintetizzava le sue posizioni in cinque punti. Uno. «Creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune che consenta l’affermarsi di consenso alla nascita di un’unione politica». Due. «Assegnare alla Bce le funzioni svolte dalle principali banche centrali del mondo per perseguire il duplice obiettivo della stabilità monetaria e della crescita reale». Tre. «Attribuire al Parlamento europeo poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale». Quattro. «Conferire alla Commissione Europea il potere di iniziativa legislativa sulle materie di cui all’art. 3 del Trattato di Lisbona». Cinque. «Nella fase di attuazione, prima del suo scioglimento, assegnare al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo compiti di vigilanza sulle istituzioni europee per garantire il rispetto degli obiettivi e l’uso dei poteri stabiliti dai nuovi accordi».

Nella sua lettera l’economista faceva anche riferimento al contratto di governo M5S-Lega, affermando: «Per quanto riguarda la trasposizione di questi miei convincimenti nel programma di governo non posso che riferirmi al contenuto del paragrafo 29, pagine 53-55, del Contratto stipulato tra la Lega e il M5S, nel quale vengono specificati gli intenti che verranno perseguiti dal Governo che si va costituendo “alla luce delle problematicità emerse negli ultimi anni»; queste inducono a chiedere all’Ue «la piena attuazione degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona, individuando gli strumenti da attivare per ciascun obiettivo».

La lista dei ministri M5S-Lega presentata da Conte a Mattarella

Nella sua diretta Facebook il leader M5S Di Maio ha reso nota la lista dei ministri che il premier  Conte ha portato a  Mattarella, prima di rimettere il mandato. Questo l’elenco:

Vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali Luigi Di Maio
Vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini
Ministro ai Rapporti con il Parlamento e alla democrazia diretta Riccardo Fraccaro
Ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno
Ministro degli Affari regionali Enrica Stefani
Ministro per il Sud Barbara Lezzi
Ministro per la disabilità Lorenzo Fontana
Ministro per gli Affari Esteri Luca Giasanti
Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede
Ministro della Difesa Elisabetta Trenta
Ministro dell’Economia e delle Finanze Paolo Savona
Ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio
Ministro delle Infratrutture Mauro Coltorti
Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti
Ministro dei Beni culturali Alberto Bonisordi
Ministro della Salute Giulia Grillo
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.

Le ipotesi sulla data delle elezioni anticipate

Con la rinuncia di Conte all’incarico di governo sono prontamente cominciate a circolare ipotesi sulla data di eventuali, e probabili, elezioni anticipate. La più probabile è quella delle urne a settembre. Una data che viene indicata è quella del 9 settembre, seconda domenica del mese. Ma molto dipenderà sul tentativo del Quirinale di dar vita ad un governo tecnico.

(Foto da archivio Ansa)