CasaPound Milano
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CasaPound Milano, sedici esponenti accusati di due pestaggi

CasaPound Milano è al centro di due indagini per violenze personali. Diversi esponenti della sezione milanese del partito neofascista, che conta tra i suoi affiliati anche il concorrente del Grande Fratello Luigi Favoloso, candidato per CPI alle scorse elezioni politiche proprio nel collegio del centro cittadino, sono infatti sospettati di aver picchiato due ragazzi e due donne nelle scorse settimane.

Due aggressioni a Milano compiute secondo gli inquirenti da esponenti di CasaPound Milano

Gli episodi sono distinti e non c’entrano l’uno con l’altro, se non per la comune affiliazione politica. Sabato 28 aprile due donne di di 24 e 43 anni sarebbero state picchiate da quattro esponenti di CasaPound Milano, perché avevano tolto dei manifesti abusivi dedicati alla memoria di Sergio Ramelli, un giovanissimo militante del Movimento sociale italiano morto in seguito a una violenta aggressione nel 1975 compiuta da esponenti della sinistra extraparlamentare che facevano parte di Avanguardia operaia.

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Come racconta Radio Popolare, le due donne aggredite dai camerati di CasaPound Milano stavano togliendo manifesti dedicati a Ramelli non per una motivazione politica, ma per semplici ragioni di decoro. Per il pestaggio è stata denunciata anche Angela De Rosa, la candidata di Cpi Italia alla presidenza della Regione Lombardia. L’altra indagine che riguarda la sezione che ha sostenuto Luigi Favoloso alle ultime elezioni politiche appare avere una motivazione ancora meno politica.

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Screnshot della foto di Casa Pound Milano https://www.facebook.com/casapoundmilano/photos/a.325345620853689.94017.137294882992098/1588998761155029/?type=3&theater

Dodici esponenti di CasaPound Milano sono indagati per aver picchiato due ragazzi dopo una lite in un locale di Corso Garibaldi, che hanno subito un’aggressione a colpi di pugni, calci e anche un casco integrale tirato contro di loro. La perquisizione dei dodici camerati di CPI a Milano ha portato al sequestro di coltelli, manganelli e una bandiera della Repubblica sociale, oltre agli abiti utilizzati durante il presunto pestaggio compiuto da loro. Si tratta di giovani tra i 18 e i 26 anni che frequentano la curva della squadra di hockey di Milano.