giovani italiani
|

Il Guardian racconta i giovani italiani che «non si fidano dei politici»

I giovani italiani «perdono la fiducia nella politica». Non sono impressionati da nessuno dei leader in campo. Sono disincantati, non si fanno illusioni davanti ai proclami dei partiti. È il ritratto dei nuovi elettori del nostro paese tracciato alla vigilia del voto dalla stampa estera. Il britannico Guardian a pochi giorni dalle importanti elezioni politiche del 4 marzo descrive i ragazzi italiani come profondamente delusi da quello che la classe dirigente gli offre in un momento cruciale per il futuro loro e dei concittadini meno giovani. Il quotidiano inglese racconta di uno scenario in cui nessuna proposta politica è in grado di suscitare speranza, idea di cambiamento radicale, mobilitare le nuove forze.

Il Guardian, le elezioni in Italia e i giovani italiani che perdono la fiducia nella politica

Il tasso di partecipazione al voto dei ragazzi italiani di età compresa tra i 18 e i 25 anni potrebbe essere molto basso rispetto alle precedenti tornate elettorali, con il 40% di astenuti, evidenzia il Guardian riportando il parere di alcuni giovani romani. «Andrò votare ma farò una grande croce sulla scheda elettorale. Nessuno dei politici è onesto, tutto quello che fanno è propaganda», è il parere di uno studente di ingegneria all’Università Roma Tre. «Berlusconi, non se ne va mai», è il commento di un altro che sottolinea l’assenza di un ricambio generazionale. Il malessere è diffuso e non risparmia alcuno schieramento. Nel mirino dei ventenni finisce anche il Movimento 5 Stelle, che è il partito che secondo molti sondaggi, non sono quelli recenti, da anni, riesce ad ottenere tra gli elettori più giovani una quota di consenso superiore alla media. Le ultime polemiche sui rimborsi intascati ha fatto perdere un po’ di fiducia anche nell’unico grande partito che al governo non è mai stato.

Votare è inutile, è la convinzione di tantissimi. Il Guardian cita il sondaggista Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing, che registra un calo della fiducia nei partiti dal 10 al 7% in un decennio. Un dato emblematico dell’aria che tira in Italia. Che verrà probabilmente seguito da un nuovo calo dell’affluenza. Alle Politiche del 2013 si recò alle urne il 75,19% degli aventi diritto al voto, il dato più basso dal 1946. E sempre meno persone percepiscono il voto come un dovere. La difficoltà economiche di un’ampia parte della popolazione non aiutano. «Gli italiani si sentono più poveri rispetto a cinque anni fa, non hanno registrato alcun miglioramento nella qualità della loro vita», è l’analisi di Noto.

(Foto: ANSA / GIUSEPPE LAMI)