Perché gli adolescenti hanno un grosso problema con i social

di Redazione | 05/02/2018

britain first

Sei adolescenti su dieci sono stati vittime di esperienze negative durante attività di streaming live. Sono queste alcune delle principali evidenze che emergono dall’attività quotidiana degli operatori del Centro d’Ascolto di Telefono Azzurro, e che sono confermate dalla ricerca effettuata da SOS Il TELEFONO AZZURRO insieme a Doxa Kids condotta su oltre 1000 bambini e adolescenti italiani e presentata questa mattina a Milano in vista del Safer Internet Day, la giornata internazionale di sensibilizzazione sui rischi legati al web istituita nel 2004 dall’Unione Europea e coordinata dai network Insafe e InHope, in collegamento diretto con le realtà nazionali più attive sul tema.

Infografica DOXA by GTT on Scribd

Cosa prevede la ricerca

I risultati della ricerca consolidano il timore da parte dei più giovani di esser vittime inconsapevoli di una pericolosa esposizione ad uno strumento utile, ma incontrollato di cui avere paura. Gaming, denaro, sessualità, ricerca di informazioni, contenuti personali, violenza e prevaricazione, contenuti lesivi/inadeguati veicolati attraverso lo streaming, il live e le stories. Internet permea la vita di bambini, adolescenti e delle loro famiglie, incidendo significativamente. Per Il 40% degli intervistati il web rappresenta luogo di minaccia e quasi il 40% ha paura del cyberbullismo.

Il 26% degli adolescenti tra i rischi di internet teme di incontrare notizie false (fake news), soprattutto in ambito salute visto che nel 21% dei casi vengono diffuse notizie diverse e discordanti in merito allo stesso tema, oppure informazioni che poi si rivelano false o inutilmente “terrorizzanti”.  Un terzo degli adolescenti acquista giochi online e dedica al web più di due ore al giorno, tra utilizzo della rete e gaming; nella fascia 8-11 anni lo fa oltre il 20%.  Inoltre i bambini sono molto impauriti dall’ipotesi di leggere frasi volgari o violente, lo è addirittura il 32%.

I dati provenienti dalla linea di ascolto 1.96.96 guidata da Telefono Azzurro riportano la gestione di un caso al giorno (323 casi) riconducibile a problematiche relative ad Internet. Nel 2017 gli psicologi e gli operatori dell’associazione che da trent’anni opera a tutela dei diritti di bambini e adolescenti hanno offerto sostegno su disagi legati a Cyberbullismo 33%; Sexting 18%; Atti autolesivi e suicidio 13%; Grooming 7%, Pedopornografia online 5%, Informazioni su Internet 10%, Dipendenza da Internet 4%.

L’ampia gamma di rischi che i bambini e gli adolescenti corrono online richiede una molteplicità di reazioni, alcune concentrate sul loro comportamento, altre basate invece su soluzioni tecnologiche. Quello che collega tutte queste risposte è tuttavia la necessità di una visione globale: la tutela dei bambini online, indipendentemente dai rischi specifici che corrono, richiede azioni organiche e coordinate che tengano conto delle diverse circostanze relative alla vita dei bambini e degli adolescenti, e alla vasta gamma dei soggetti coinvolti imprese, legislatori, genitori, insegnanti e gli stessi bambini ragazzi.

La carta di Milano

Telefono Azzurro oggi dialoga anche con le aziende, che possiedono gli strumenti per la costruzione di un web sicuro, condividendo la Carta di Milano. La Carta di Milano propone un decalogo di raccomandazioni che impegnano le aziende alla collaborazione e all’attenzione per lo sviluppo di un Internet a misura di bambini e di adolescenti.

“Senza adeguate misure di protezione, molti più bambini e adolescenti saranno sempre più vulnerabili ai rischi e ai danni online nel nostro paese e nel mondo e gli stessi ragazzi ne sono consapevoli,  infatti 6 ragazzi su 10, tra i 12 e i 18 anni, dicono di aver vissuto un’esperienza spiacevole nello streaming live, e nonostante ciò continueranno ad usare e far entrare nella propria sfera di relazioni, device e social e con essi altri rischi online-  dichiara il Prof. Ernesto Caffo, presidente di SOS Telefono Azzurro, docente di neuropsichiatra infantile alle Università di Modena e Reggio Emilia – . Oggi il nostro impegno, unitamente a istituzioni, governi, aziende e società civile, dovrà essere non un impedimento alla vita “social” al contrario un’adeguata e precisa programmazione di azioni intente a rafforzare la sicurezza in rete, perché tutto possa essere usato e usufruito correttamente”.

(Foto Dpa da archivio Ansa. Credit: Oliver Berg / dpa)