Il Senato sarebbe pronto a restituire 700 vitalizi ai senatori

di Redazione | 30/01/2020

vitalizi Senato
  • I vitalizi ai senatori erano stati aboliti nel 2018

  • Era stata istituita una commissione Contenzioso per valutare i ricorsi

  • Secondo il Fatto Quotidiano, ora sarebbe pronta la restituzione della somma a 700 senatori

Ricordate la delibera del 2018 quando, in conformità con quanto deciso dall’aula di Montecitorio presieduta da Roberto Fico, il Senato guidato da Maria Elisabetta Alberti Casellati decise di varare una delibera dell’ufficio di presidenza secondo cui si cancellavano i vitalizi Senato per 700 ex membri dell’Assemblea? Bene, sembra che questo passaggio sia stato soltanto una sorta di parentesi all’interno della vita politica italiana perché, stando a quanto riportato dal Fatto Quotidiano, ci sarebbe già pronto un provvedimento atto a cancellare e a rendere vana quella delibera.

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Vitalizi Senato, pronto il ‘taglio del taglio’

La commissione Contenzioso presieduta Giacomo Caliendo avrebbe infatt già preparato l’atto con cui si restituirà ciò che viene paragonato a una pensione per i senatori, per un esborso delle casse dello Stato di oltre 22 milioni di euro. La commissione ha analizzato i numerosi ricorsi presentati dagli ex senatori che ritenevano illegittimo il ricalcolo del contributo su base contributiva e che permetteva un taglio oscillante dal 45% all’80% dell’intero importo.

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Secondo il Fatto Quotidiano, insomma, la commissione avrebbe già pronta la marcia indietro sul taglio dei vitalizi (e di conseguenza dei costi della politica). Si trattava, a suo tempo, di una delle misure bandiera del Movimento 5 Stelle che, dopo aver cancellato i vitalizi alla Camera, lo aveva imposto anche al Senato (dove la presidenza, tuttavia, non apparteneva al suo schieramento politico, ma aveva comunque accettato – dopo qualche esitazione – di uniformarsi al «vento del cambiamento»).

Insieme al taglio dei parlamentari (che adesso sarà anche oggetto di un referendum il prossimo 29 marzo), doveva rappresentare quell’operazione di pulizia dei costi della politica per la quale il Movimento 5 Stelle si batte (non con la stessa efficacia in verità) sin dal momento del suo ingresso nelle istituzioni dello Stato.

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