Perché 40 parlamentari hanno ancora diritto al vitalizio

di Redazione | 07/12/2019

vitalizio
  • Già 40 parlamentari hanno vinto il ricorso sui vitalizi

  • Si tratta di persone ormai anziane e non autosufficienti

  • In sospeso ancora 2000 casi tra Camera e Senato

La querelle sui vitalizi degli ex parlamentari continua in tribunale. Si tratta di una delle battaglie di maggior rilievo fatte dal M5S che ha avuto esito positivo lo scorso 1° gennaio, quando gli Uffici di presidenza di Camera e Senato hanno deliberato tagliando retroattivamente le pensioni d’oro percepite. Luigi Di Maio aveva anche consigliato agli ex parlamentari di non fare ricorso perché “ciò farà bene alla salute” ma tra poche settimane oltre duemila ex parlamentari che lo hanno fatto sapranno se le loro indennità verranno ripristinate interamente. Tra di loro ce ne sono già 40 che hanno vinto la battaglia in tribunale.

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Vitalizi, 40 ex parlamentari li hanno riavuti indietro: chi sono

La ragione per cui 40 ex parlamentari hanno ottenuto nuovamente il vitalizio? L’età avanzata e l’impossibilità di mantenere delle condizioni di vita dignitose. Nella sentenza del tribunale, per la precisione, si sono visti dare ragione per via del “diritto al mantenimento, all’assistenza, e a un’esistenza libera e dignitosa”. Chi sono? Si tratta di persone ormai anziane e non più autosufficienti. Tra questi ex parlamentari troviamo figure che hanno agito da protagoniste a Camera e Senato in anni ormai remoti: “Tanti hanno più di 90 anni ormai”, ha spiegato l’avvocato Maurizio Paniz, che ne assiste circa mille. I casi che hanno vinto il ricorso? C’è il l’ex sindaco di Como Renzo Pigni, che nel frattempo è deceduto, o ancora la moglie del deputato Pci Carlo Olmini, morto nel ’74 che non è più autosufficiente da tempo e ha 83 anni.

Perché hanno avuto ragione in tribunale

La ragione gli è stata data in virtù della delibera emanata dal presidente Roberto Fico il 12 luglio 2018 secondo la quale se si fosse stati in grado di dimostrare ragioni valide e un reale stato di bisogno – anche relativamente alla salute – il Consiglio di giurisdizione della Camera avrebbe potuto sospendere la decisione del taglio. In particolare ci sono stati casi irrisolvibili come quello di un ex parlamentare 95enne che pagava la badante in nero e non ha potuto dimostrare la spesa; non potendo contrastare il taglio ed essendo rimasto senza famiglia di lui ora si occupa la Caritas. A vedersi reintegrato il vitalizio sono stati anche alcuni ex parlamentari che, durante la permanenza in Parlamento, hanno versato sufficienti contributi per averne oggi diritto (rimanendo comunque sotto la cifra massima imposta dalla delibera).

Vitalizio si, vitalizio no: 1400 ricorsi sospesi alla Camera e 772 al Senato

A gennaio i giudici dovranno decidere del destino di oltre 2000 ricorsi attualmente sospesi. Le opzioni? Potranno accogliere il ricorso, respingerlo parzialmente o interamente. L’appello andrà in scena di fronte a un altro collegio di parlamentari e, infine, sarà la Cassazione a valutare la decisione in ultimo. In molti casi gli ex parlamentari hanno fatto ricorso perché la cifra percepita è stata tagliata anche all’85%. Finora la somma risparmiata ammonta a 40 milioni di euro solo alla Camera. Secondo la Consulta il taglio dovrebbe essere “limitato nel tempo” e le cifre trattenute dovrebbero essere rimesse a disposizione “per un fine preciso” come sovvenzionare un welfare.

(Foto Copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)