La vicesindaca del video con Salvini a Milano Marittima: «Lui molto più educato dei suoi followers, anche i miei figli travolti dagli insulti»

di Gianmichele Laino | 01/08/2020

vicesindaca Proserpio

È l’ennesima deviazione dell’utilizzo dei social network. Nonostante gli episodi si siano ripetuti nel corso degli ultimi anni, quando si è coinvolti in prima persona si resta sempre sorpresi. È la sensazione che ha avuto Veronica Proserpio, vicesindaca del piccolo comune di Proserpio (meno di mille abitanti) in provincia di Como. Il 26 luglio ha incontrato Matteo Salvini sulla spiaggia di Milano Marittima e, con il sorriso sulle labbra, gli ha detto che, con le sue uscite recenti, stava «rovinando il nome di questa bellissima città».

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Vicesindaca Proserpio e il video con Salvini, l’intervista

Il video dello scambio di battute (il leader della Lega l’aveva invitata ad «andare a farsi un bagno») è stato pubblicato dalla vicesindaca sul proprio account Facebook. Qualche giorno dopo, quando la notizia è rimbalzata prima sui quotidiani locali e poi su quelli nazionali, ha ricevuto una valanga incontrollabile di insulti: «All’inizio – dice Veronica Proserpio ai microfoni di Giornalettismo – il dibattito si è sviluppato tra i miei amici di Facebook e le persone della mia comunità di appartenenza. Poi, sono arrivati commenti terribili da parte di gente che non conosco. Hanno iniziato a offendermi, a utilizzare delle parole inqualificabili, ad augurarmi di annegare in mare, di morire, di avere una leucemia fulminante. Ho letto commenti di donne che hanno fatto bodyshaming nei miei confronti. Tuttavia, pensavo che la cosa potesse finire lì. Avrei avuto le spalle larghe per sopportarlo».

Poi, però, è successo qualcosa di inaccettabile: «Le persone hanno iniziato a prendersela con mia madre e con i miei figli, andando a commentare anche le altre fotografie sul mio account personale di Facebook». Un elemento che ha spinto la vicesindaca a fare delle riflessioni sull’impiego dei social network e sulla direzione che sta prendendo il dibattito mediatico nell’ultimo periodo: «Uso Facebook praticamente da dieci anni. Ho sempre pensato che fosse innocuo, se utilizzato con intelligenza. Adesso mi rendo conto che sta diventando pericoloso».

Vicesindaca Proserpio: «Salvini più educato dei suoi elettori che hanno commentato su Facebook»

Veronica Proserpio ha subito ciò che in passato hanno dovuto sopportare anche altri esponenti delle istituzioni locali o cittadini comuni che si sono trovati a interloquire o a interagire con il leader della Lega: «Posso dire con certezza – sottolinea la vicesindaca – che Matteo Salvini è stato molto più educato dei suoi elettori e di quelli che lo seguono sui social network. Noi ci siamo limitati a uno scambio di battute, magari anche con il sorriso sulle labbra. Uno scambio che si è svolto secondo regole di civiltà, pur essendo noi evidentemente schierati su due punti di vista opposti. Chi ha commentato il video sui social, invece, ha usato ben altro tono».

Vicesindaca Proserpio: «Rifarei la stessa scelta»

La vicesindaca di Proserpio fa politica locale da anni, da sempre si batte per i diritti delle persone: «Se dovessi tornare indietro, tuttavia, rifarei la stessa scelta – ci dice -. Magari limiterei soltanto la visibilità del mio profilo. Ma io credo nel dibattito civile, nel fatto di poter essere in disaccordo con un esponente di spicco di un partito politico, il fatto di dissentire con lui. In quel momento, c’erano tante persone che gli chiedevano i selfie, era in un contesto pubblico. Ho solo espresso il mio punto di vista: ci sarà anche qualcuno in disaccordo con lui, no?».

Veronica Proserpio, ormai, non riesce più nemmeno a leggere tutti i commenti che continuano ad arrivare. Quelli che le restano più impressi sono le minacce di morte e gli insulti alla sua famiglia: «Mi hanno addirittura detto che sono la solita piddina che va a farsi le vacanze negli alberghi. Ma io ho un lavoro, in vacanza ci vado con i miei soldi. Nelle due giunte di cui ho fatto parte, abbiamo sempre rinunciato a tutti gli emolumenti. Non uso il denaro dei contribuenti». Il fatto di dover essere costretti a precisare anche questo, rende al meglio l’idea di come, sui social, si sia perso completamente il controllo.