TikTok e le impronte facciali e vocali: l’attacco da due Senatori statunitensi

I senatori statunitensi Klobuchar e Thune stanno chiedendo a TikTok di rispondere a una serie di preoccupazioni su quali dati biometrici stia raccogliendo dagli utenti e cosa prevede di fare con quei dati

19/08/2021 di Giorgia Giangrande

Recentemente TikTok ha cambiamento la sua politica sulla privacy, autorizzando la raccolta di impronte facciali e vocali, identificatori biometrici sui quali i senatori statunitensi Amy Klobuchar e John Thune vogliono vederci chiaro.

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La lettera dei senatori al CEO di TikTok

Come riporta Tubefilter, lo scorso 2 giugno la piattaforma cinese ha cambiato i suoi termini di servizio per consentire la raccolta di impronte facciali e vocali e questo negli Stati Uniti ha suscitato sia la preoccupazioni dei legislatori democratici che di quelli repubblicani. In particolare, Klobuchar e Thune hanno inviato una lettera al CEO di TikTok Shou Zi Chew, chiedendo di rispondere ad una serie di questioni entro il 25 agosto. I dubbi riguardano l’uso che la piattaforma fa di quei dati biometrici che raccoglie e, nello specifico, se questi vengono raccolti anche da utenti di età inferiore ai 18 anni.

Inoltre, la lettera chiede a TikTok di definire esplicitamente cosa intende per «faceprint» e «voiceprint» e di chiarire se i dati vengono condivisi con terze parti, se vengono conservati dopo la raccolta e se possono essere utilizzati per individuare con precisione i dati identificativi degli utenti, come età, sesso o etnia.

TikTok, le impronte facciali e la privacy

I senatori Klobuchar e Thune hanno sottolineato come la pandemia da Coronavirus abbia portato ad un aumento dell’attività online e questo – in modo direttamente proporzionale – ha amplificato la necessità di proteggere la privacy dei consumatori. Non tutti gli utenti però si curano di badare all’alta esposizione che i propri dati personali hanno nei vari social media e tra tutti, sicuramente i minorenni sono quelli che pensano meno a questa preoccupazione, ma che al contempo rappresentano più del 32% degli utenti attivi di TikTok.

A proposito di minorenni, TubeFilter ricorda che recentemente TikTok ha pagato 92 milioni di dollari per risolvere una causa collettiva di 21 querelanti con sede negli Stati Uniti, che hanno accusato la piattaforma di aver raccolto illegalmente i dati degli utenti sotto i 18 anni – comprese le scansioni dei loro volti – per alimentare il suo algoritmo di raccomandazione.

Pertanto, visti i precedenti e le conseguenze salate di quest’invasione di privacy, forse è il caso che TikTok (o chi per lui) si affretti a rispondere alla lettera dei senatori entro il 25 agosto.

 

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