La Rai condannata per condotta antisindacale sul taglio al TGR

L'ultima volta di una condanna simile si era verificata durante il governo Berlusconi

14/03/2022 di Redazione

Il taglio dei TGR della notte è stato oggetto di una condanna per la RAI, causata da condotta antisindacale. La notizia del pronunciamento del Tribunale civile di Roma è arrivato nella tarda mattinata di oggi. L’Usigrai aveva proposto il ricorso rispetto alla decisione, da parte dell’amministratore delegato Carlo Fuortes, di dare un taglio netto a una delle tre edizioni quotidiane (oltre al magazine di approfondimento della mattina) che vedeva impegnate le redazioni televisive delle sedi regionali. Il sindacato dei giornalisti RAI non aveva mai avallato una decisione che sembrava andare in controtendenza con quanto stabilito da Viale Mazzini, durante la precedente governance: proprio le sedi regionali, infatti, erano state rafforzate con nuove assunzioni nel 2021. Il consiglio d’amministrazione della RAI si era letteralmente spaccato in due nel dare il via libera alla decisione dell’amministratore delegato, facendo passare il taglio con soli 4 voti favorevoli (compresi quelli del presidente e dello stesso ad).

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TGR notte, la RAI condannata per condotta antisindacale

Una decisione che a suo modo segna una pietra miliare nelle rivendicazioni sindacali dei giornalisti del servizio pubblico. L’ultima volta che la RAI aveva subito una condanna simile risaliva, infatti, al 2011, ai tempi del governo Berlusconi, quando il presidente era Mauro Masi: all’epoca, la governance della Rai era stata accusata di non aver rispettato il contratto e di essersi rifiutata di fornire in modo anticipato all’Usigrai e ai comitati di redazione le dovute informazioni sui cambiamenti del palinsesto del servizio pubblico.

Ora sarà necessaria una nuova consultazione con i sindacati per affrontare l’argomento del ripristino o della definitiva cancellazione dell’edizione della notte della TGR. L’amministratore delegato Fuortes aveva portato avanti questa sua decisione in virtù dello share a suo modo di vedere molto basso che caratterizzava le edizioni regionali in onda dopo le 23. I giornalisti hanno affermato che la soppressione di questa edizione rappresentava un grave disservizio per i territori. La sforbiciata includeva anche la cancellazione dell’edizione notturna di un Tg Sport.

La parola fine, dunque, non è ancora stata scritta su questa vicenda: l’attenzione sul tema resterà molto alta da parte di dipendenti e sindacati.

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