«Col Tav si risparmia solo un minuto e 20 secondi», ma la bufala viene auto-smentita

di Enzo Boldi | 05/02/2019

Tav, tempo risparmiato bufala
  • Sul Tav si danno i numeri (sbagliati) per creare confusione

  • Lunedì il sottosegretario M5S Valente aveva parlato di un risparmio nei viaggi di solo un minuto e 20 secondi

  • Poi si auto-smentisce in serata e dopo le repliche della Telt, la società che si occupa dell'opera

Già a una prima occhiata quel dato sembrava essere abbastanza farlocco, ma forse si puntava tutto – come ormai è una consuetudine – sull’effetto choc, gettando l’esca perché tanto è cosa nota che in Italia la smentita fa sempre meno rumore della prima notizia. Nella giornata di lunedì, infatti, hanno fatto rumore le parole di Simone Valente, sottosegretario M5S alla Presidenza del Consiglio, che sminuivano il Tav parlando di un risparmio di tempo negli spostamenti solamente di un minuto e 20 secondi.

«Complessivamente sulla tratta di alta velocità tra Milano e Lione e che passa per Torino il risparmio di tempo sarà di un minuto e 20 secondi – aveva detto Simone Valente a Repubblica -. Il dato è una anticipazione dell’analisi costi-benefici che verrà resa pubblica nei prossimi giorni». Ma come è possibile? È questa la domanda che è iniziata a girare sul web, con molte persone che sono corse agli armamenti sostenendo, allora, la sacralità del nuovo studio commissionato da Toninelli.

Si risparmia solo un minuto e 20 secondi col Tav? Sì, ma no

La rivolta, però, è stata spenta nel tardo pomeriggio di ieri, quando lo stesso Valente ha ricontattato Repubblica per fornire un chiarimento sulle sue parole, soprattutto dopo l’intervento della Telt – la società che sta lavorando all’opera – che ha tombalmente smentito le parole del sottosegretario. «Il minuto e venti di risparmio – ha spiegato il grillino – non è sulla tratta alta velocità rispetto alla linea ferrata tradizionale, bensì si tratta del risparmio di tempo sul viaggio in auto per coloro che si muoveranno sulle quattro ruote quando ci sarà la Tav». Insomma, la retromarcia evidenzia ancor di più l’intenzione di gettare numeri nel calderone per alzare i toni dello scontro, anche perché la spiegazione fornita dal sottosegretario spinge a una sola considerazione: e quindi?

Dubbi sulla nuova analisi costi-benefici

La corsa a tirarsi fuori dalle sabbie mobili in cui si era cacciato Valente è partita dopo che sia la Telt che Repubblica, avevano messo in mostra alcuni vecchi documenti, tra cui una nota del Mit, che parlava di dimezzamento dei tempi di percorrenza con il Tav nella tratta tra Torino e Lione. E a leggere le parole del sottosegretario M5S alla Presidenza del Consiglio, crescono anche i dubbi sulla veridicità delle mozioni a sfavore dell’opera che sarebbero indicate nella nuova analisi costi-benefici.

(foto di copertina: . ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)