Social Network
6316 POSTAuteri è una logopedista che ha collaborato con alcune testate giornalistiche in passato e che sui social, in particolare Instagram, ha iniziato a fare divulgazione scientifica sui temi legati alla propria professione
Una critica rispetto all’informazione tradizionale, troppo spesso approssimativa sulle tematiche di carattere sanitario. Come possono, invece, pagine social di professionisti contribuire a un corretto modo di fare informazione?
Gli ultimi report indicano che le notizie false in ambito sanitario, soprattutto quelle riferite al COVID-19, sono ancora molto diffuse. Inoltre, i social network in alcuni casi possono contribuire a diffondere disinformazione
Da Facebook a Instagram, non dimenticando TikTok: sempre più professionisti dell’ambito sanitario hanno dato vita a progetti di successo. Dei veri e propri punti di riferimento per gli utenti. Credibilità e specializzazione sono i due mantra alla base di tutto
L’intervista a Sara Marazza, Digital PR Strategist per l’Italia di Time2Play. Ci ha spiegato il contesto in cui è nata la sua ricerca e i criteri che l’hanno guidata
Cosa spinge a bloccare qualcuno sui social? E perché sempre più persone creano i cosiddetti “finsta” o utilizzano la lista degli “Amici più stretti” su Instagram? Le risposte a queste domande riguardano il rapporto tra la sfera privata e la presenza sui social network, dove ci si rivolge a un pubblico con i contenuti che si postano. Si tratta di un rapporto che può diventare molto complesso quando si hanno molti follower
In Italia ci sono state diverse cause e processi relative alla pubblicazione di post di “familiari” sulle varie piattaforme
Dall’inserimento degli utenti negli amici più stretti, fino alla diffusione più controllata di un contenuto: non è difficile giocare a nascondino sui social network