Dallo smart working alle chiusure dei locali: cosa prevede il nuovo Dpcm

Con l'aumento dei nuovi positivi le misure saranno più restrittive

di Federico Pallone | 10/10/2020

dpcm 25 ottobre
  • Il nuovo Dpcm sta per essere pubblicato

  • A causa dell'aumento dei casi da Covid-19 ci saranno maggiori restrizioni

Rafforzare le prescrizioni che riguardano lo smart working in modo che tutti coloro che possono lavorare da remoto evitino di raggiungere uffici e posti di lavoro. È una delle ipotesi alla quale starebbe lavorando il governo in vista del nuovo Dpcm, secondo quanto si apprende da fonti di governo, con l’obiettivo non solo di ridurre i contatti tra le persone ma anche di limitare la circolazione, senza però interrompere le attività lavorative.

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Ma non solo: con i nuovi casi di Covid-19 che hanno superato quota 5000 nuovi positivi in un solo giorno, il governo sta lavorando a una serie di nuove misure restrittive per cercare di contenere l’escalation dei contagi, che dovrebbero confluire nel nuovo Dpcm. Oltre, come detto, al rafforzamento dello smart working, vi sono una serie di altre ipotesi a cui il governo starebbe lavorando. A cominciare da possibili limitazioni dei trasporti pubblici locali: «Dobbiamo fare ogni cosa – ripetono fonti di governo – non solo per limitare il contatto tra le persone ma anche la circolazione». Nel nuovo Dpcm potrebbe anche esserci lo stop agli eventi di massa: è uno dei temi su cui il Cts – di concerto con il ministero della Salute nel consueto bollettino settimanale – sta facendo maggiore pressione. «È essenziale evitare eventi ed iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati». Tradotto, significa limitazioni per spettacoli all’aperto, manifestazioni sportivi, fiere, appuntamenti che prevedono migliaia di persone ma anche feste e cerimonie private.

Un tema particolarmente delicato è poi quello relativo all’orario di chiusura dei locali. Al momento, nel nuovo Dpcm non sembra esserci traccia di una riduzione, anche se se ne starebbe ancora discutendo, così come per gli sport di contatto, che potrebbero subire una rimodulazione delle prescrizioni. Ma tra tutta questa incertezza, l’unica certezza, come ha sottolineato più volte il ministro Boccia, è che serve massima attenzione. Anche perché «se sarà necessario stringeremo ancora di più i bulloni, fermandoci alle cose necessarie: scuola, lavoro, ospedali».

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