Salvini risponde a una domanda sulla «necessità di fare selfie» come se fosse antani | VIDEO

di Enzo Boldi | 16/06/2020

Selfie Salvini

Ancor prima del video virale di lui che mangia ciliegie una dopo l’altra, mentre il governatore del Veneto Luca Zaia parla – al suo fianco – di una grave situazione sanitaria che ha portato alla morte di tre neonati -, il leader della Lega è stato protagonista di un battibecco con una giornalista di Tagadà durante una conferenza stampa a Brescia andata in scena lunedì pomeriggio. La cronista parla dei selfie Salvini, invitando l’ex ministro a considerare potenzialmente dannosa per la salute dei cittadini questa pratica in un momento storico così particolare. E il segretario del Carroccio fa un immenso giro di parole per dire poco e nulla.

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Durante la diretta della puntata andata in onda ieri pomeriggio su La7, Tiziana Panella entra in collegamento con la sala stampa allestita a Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia, dove stava parlando Matteo Salvini. La giornalista di Tagadà, in diretta, fa una domanda a Salvini: «Non crede sia pericoloso fare bagni di selfie in un momento che è ancora molto delicato per il Paese?»

Selfie Salvini, la discussione con la giornalista di Tagadà

«La gente vuole vivere, vuole sognare, vuole sperare». Inizia così la replica di Matteo Salvini alla domanda della giornalista che insiste ricordando gli inviti alla prudenza arrivati anche da un altro leghista doc, come il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Ed ecco che, citando Amici Miei, arriva il ‘come se fosse antani’: «Se lei mi vuole chiudere a Villa Pamphili in una teca di plexiglas ad ascoltare Conte e Azzolina ha trovato il Salvini sbagliato». Insomma, nulla di concreto ma risposta polemica inutile.

Il classico come se fosse antani

Ma la polemica sul selfie Salvini prosegue con il leader della Lega che dice che questo non è un problema nel mondo reale. Vero, in parte. Un politico, in qualità anche di ex ministro della Repubblica, è chiamato a dare il buon esempio. Soprattutto in una fase così delicata. Gli attacchi al governo sono legittimi, fa parte del gioco tra opposizione e maggioranza, ma continuare a mostrarsi in mezzo alle folle (a volte senza mascherina) a scattare selfie non è un problema politico, ma di salute. Per tutti.

(foto di copertina: da Tagadà, La7)