Le piattaforme di scommesse illegali nella suburra di Internet
Il caso dei tre calciatori (Fagioli, Tonali e Zaniolo) ha riacceso un faro su ciò che succede in una rete incontrollata

Le notizie delle ultime settimane hanno riportato alla luce quel substrato di internet che racchiude un’immensa galassia di piattaforme di scommesse illegali. In questa rete, stando a quanto trapelato di recente dall’inchiesta della Procura di Torino, sarebbero caduti almeno tre famosi calciatori: Nicolò Fagioli, Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali. In attesa di ulteriori notizie, smentite o conferme, oggi Giornalettismo si è concentrato sull’analisi del fenomeno, partendo dai tecnicismi per arrivare alla ludopatia che – come confermato dai dati – sta colpendo sempre più i giovani.
Scommesse illegali, il caso dei calciatori e la ludopatia
Come sapere se si sta scommettendo (ma anche giocando a carte, con soldi) su una piattaforma legale? Ci sono moltissimi indizi che aiutano l’utente a comprendere la natura di una piattaforma: dal dominio “.it” al logo dell’ADM che campeggia in alto o in basso. Ed è importante conoscere queste differenze, perché l’utilizzo di siti illegali è punito con pesanti sanzioni. Ed è quello che rischiano anche i tre calciatori (finora) coinvolti in questa vicenda, con la possibile aggiunta di carattere “sportivo”.
Questa vicenda è solo la punta dell’iceberg di un macro-problema chiamato ludopatia. L’ultimo rapporto Lottomatica-Censis ha messo in evidenza una crescita del numero di giocatori online. La pandemia ha dato un ulteriore slancio a questi numeri, con il coinvolgimento di moltissimi giovani nativi digitali. In alcuni casi, i ragazzi si affidano anche a piattaforme non legali, spesso consigliate da inverosimili canali Telegram che promettono enormi vincite in denaro, alimentando quella speranza di vittoria che – in molti casi – si rivela una perdita (anche economica) sicura.
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