Covid e influenza, quattro i possibili scenari per l’autunno

L'Istituto Superiore di Sanità e il ministero della Salute hanno preparato una pubblicazione con quatto possibili scenari in vista della stagione influenzale

14/10/2020 di Redazione

Scenari per il covid

Quattro possibili scenari per il Covid e la sua convivenza con l’influenza nella stagione autunnale e invernale. È quello che l’Istituto Superiore della Sanità e il ministero della Salute hanno preparato in una pubblicazione dove si prevede la co-circolazione dei due virus e si cerca di sviluppare nuovi strumenti per fronteggiare l’emergenza puntando a rafforzare i servizi sanitari.

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Quattro scenari per il Covid e la sua convivenza con l’influenza

Secondo la pubblicazione di Iss e ministero della Salute con i quattro scenari per il Covid e la sua convivenza con l’influenza, entrambi i virus presentano una sintomatologia simile e richiedono una conferma di laboratorio per accertare di quale dei due si tratta e “diventa quindi estremamente importante il monitoraggio concomitante” di casi Covid e influenza e la “realizzazione di test diagnostici molecolari multipli”. E proprio per questo l’Iss ha avviato l’integrazione nel sistema InfluNet della sorveglianza Covid-19, con richiesta ai laboratori di testare sistematicamente i tamponi non solo per i virus influenzali ma anche per il nuovo coronavirus.

I quattro scenari

Il documento congiunto di Iss e ministero della Salute punta a rafforzare il coordinamento dei sistemi sanitari regionali e la pianificazione nazionale per fronteggiare l’eventuale aumento di nuove infezioni da Covid con quattro diversi scenari per questo autunno-inverno. Il primo scenario prevede una situazione  di focolai simile a quella del luglio-agosto 2020, con Rt regionali sopra la soglia per periodi limitati e bassa incidenza con i sistemi sanitari regionali che riescono “a tracciare e tenere sotto controllo i nuovi focolai, inclusi quelli scolastici”. Il secondo scenario invece vede una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve e medio periodo che “potrebbe essere caratterizzata da una costante crescita dell’incidenza di casi” e da un “aumento dei tassi di ospedalizzazione e dei ricoveri in terapia intensiva” che però non comporterebbe “un rilevante sovraccarico dei servizi assistenziali per almeno 2-4 mesi”. Più difficile la situazione dello scenario numero tre, con una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo e valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra 1,25 e 1,5. Un’epidemia che sarebbe caratterizzata da una più rapida crescita dell’incidenza di casi e “potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi” anche se proteggendo le categorie più fragili e con l’epidemia diffusa prevalentemente tra i più giovani “il margine di tempo entro cui intervenire potrebbe essere maggiore”. Infine il quarto e peggiore scenario, con trasmissibilità non controllata, criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo e valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1,5. Una situazione che potrebbe portare “rapidamente” a un numero elevato di casi e a “chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi” con “un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi”.

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