Salvini a Fuori dal Coro: «Se fai 200 mila tamponi al giorno a caso non fai un buon servizio»

Matteo Salvini a Fuori dal Coro ha espresso la sua opinione sul punto in cui siamo

28/10/2020 di Ilaria Roncone

Tracciamento, questo sconosciuto. «Se fai 200 mila tamponi al giorno a caso, anche a chi non ha nessun sintomo, non fai un buon servizio»: queste le parole di Matteo Salvini a Fuori dal Coro nella serata di ieri. Dopo mesi e mesi in cui abbiamo capito che la chiave per tenere sotto controllo l’emergenza sia lo scovare più casi possibili anche tra gli asintomatici – con questi ultimi che sembrano sempre più avere una parte importante nel veicolo del contagio – il leader della Lega va in prima serata a dire che 200 mila tamponi al giorno sono fatti a caso dal governo e che non servono.

LEGGI ANCHE >>> L’altro processo a Salvini, per Open Arms fissata l’udienza il 12 dicembre: cosa cambia rispetto al caso Gregoretti

Salvini tamponi: «Farli solo a chi ha sintomi»

Come si combatte il virus?

Parla @matteosalvinimi a #Fuoridalcoro pic.twitter.com/dZ6ICZurSh

A sentire questo tipo di proposta sembra davvero di tornare indietro: «Tamponi solo a chi ha dei sintomi», dice Salvini, e «cure a domicilio per quelle migliaia di persone che potrebbero essere curate a casa senza andare a intasare e infettare negli ospedali». Questa sarebbe la via per evitare le chiusure, secondo il leghista, che propone di agire esclusivamente dove le conseguenze sono visibili e di non combattere la componente che si sta rivelando più incisiva, l’invisibilità del virus. Propone anche – e su questo già si ragiona da un po’ – autobus e auto private per dare man forte al trasporto pubblico.

I dubbi sulla Cina e sul vaccino

In un altro passaggio dell’intervista Salvini si concentra su vaccino e Cina: «Sarebbe il massimo che coloro che hanno contagiato il mondo si facessero pagare per guarire il mondo». Anche qui sembra di tornare indietro a mesi fa, con Salvini che sostiene la chiave di lettura che attribuisce alla Cina l’intenzionalità di contagiare il mondo. «Su questo andremo fino in fondo, fosse l’ultima cosa che faccio, non accetto che gli italiani, gli europei, gli occidentali passino per scemi, infettati – volenti o nolenti – per colpa di ritardi o di precise volontà da un paese che poi magari aveva già pronto il vaccino per farsi pagare per guarire quelli che si sono ammalati per i suoi ritardi e per le sue menzogne».

Share this article