Salvini-Renzi, il confronto: darsele di santa ragione senza farsi troppo male

di Gianmichele Laino | 15/10/2019

Salvini-Renzi
  • Matteo Salvini e Matteo Renzi si scontreranno a Porta a Porta il 15 ottobre

  • La diretta del loro confronto politico

  • L'appuntamento alle 22.50 a Porta a Porta

Il confronto in tv Salvini-Renzi è il piatto imperdibile della serata di Raiuno del 15 ottobre. Questa sera, a Porta a Porta del 15 ottobre, andrà in scena un dibattito tra due uomini politici che hanno attraversato da protagonisti gli ultimi anni dell’agone politico italiano: Matteo Salvini, leader della Lega, e Matteo Renzi, leader del nuovo partito Italia Viva, si sono reciprocamente invitati e hanno accettato di mettersi in gioco da un punto di vista opposto, ma con una linea decisamente comune. E il senatore del Carroccio, all’uscita egli studi Rai dove è stato registrato il duello, ha lanciato il guanto di sfida anche a Conte.

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Quota 100 e lo zio di Renzi

Nel mare magnum delle dichiarazioni che si sono susseguite nel corso del duello Salvini-Renzi, è salito agli onori delle cronache anche lo zio del leader di Italia Viva. E a citarlo è stato lo stesso Matteo Renzi per parlare di quota 100 e della pensione anticipata per quel suo parente, 64enne vigile fiorentino, che potrebbe andare in pensione il prossimo anno togliendo risorse allo stato. Un rapporto di parentela che ha portato anche alla risposta di Salvini.

Le sagre e la cravatta delle Fiamme Oro

Per criticare le assenze di Salvini in Senato – e al Viminale – Matteo Renzi ha parlato delle sue presenze continue ai comizi e alle sagre paesane, proponendogli di candidarsi per il ruolo di presidente di una Pro loco. Il leader della Lega ha replicato difendendo la sua legittima volontà di trascorrere tempo in mezzo alle persone, per poi sviare e parlare di immigrati, percentuali e della cravatta delle Fiamme Oro che simboleggia la sua presenza ai funerali dei due agenti di Polizia uccisi venerdì 4 ottobre nella questura di Trieste.

La festa a Conte

Uno dei momenti topici, dopo il fiume di parole – poco politiche e molto populiste – è arrivato verso la fine del duello Salvini-Renzi, quando Bruno Vespa decide di affondare con entrambi e andare dritto al punto trovando la questione che accomuna il leader della Lega a quello di Italia Viva: fare la festa a Giuseppe Conte. Entrambi hanno negato, ma sembra aver centrato in pieno il punto focale.

Salvini-Renzi, il confronto tv | Orario e data

Dagli studi di Raiuno alle 22.50 verrà trasmessa la puntata condotta da Bruno Vespa. Ma il dibattito verrà registrato già a partire dalle 18.00, quando inizieranno a uscire le prime immagini in anteprima e le prime ribattute d’agenzia. Ma il momento clou sarà nella seconda serata di Raiuno, dopo la partita Liechtenstein-Italia delle 20.45. Il format di un confronto televisivo (che questa volta sarà lungo ben 75 minuti senza soluzione di continuità e senza esclusione di colpi) non si vedeva più da diverso tempo.

Dal 2017 e per tutta la campagna per le elezioni politiche del 4 marzo 2018, infatti, i politici hanno preferito la formula del one-man-show, sfuggendo al confronto dialettico in studio con altri avversari politici. Adesso, invece, Matteo Renzi ha invitato Matteo Salvini nel suo terreno di scontro. Un confronto Salvini-Renzi, infatti, rappresenta l’occasione per tastare il polso a un dibattito privo di difese barricadere dietro agli slogan, dietro ai comizi ad personam, dietro alle domande di giornalisti compiacenti, che hanno accettato l’ospitata in solitaria pur di riempire le trasmissioni.

Salvini-Renzi, il talk show e il precedente del 2009

In modo particolare, lo scontro Salvini-Renzi rappresenta una novità rispetto allo stile comunicativo del Movimento 5 Stelle (che ha sempre privilegiato l’intervista unilaterale e piazzata, con il giornalista di fronte e il pubblico intorno ad applaudire) e ci riporta indietro nel tempo a una forma di talk-show politico di santoriana memoria.

Lo scontro Salvini-Renzi di questa sera 15 ottobre alle 22.50 non è una prima volta per i due leader politici. Su La7 per Omnibus, nel lontano 2009, Matteo Renzi viene chiamato ripetutamente ‘Matteo Nardi’ quando era presidente della provincia di Firenze e candidato sindaco per il Partito Democratico nella città del giglio. Matteo Salvini, giovane deputato leghista, aveva già nella sicurezza in Italia il suo cavallo di battaglia. Dieci anni dopo, torneranno a incrociarsi in uno studio televisivo.

Cosa ci guadagnano Salvini-Renzi nel confronto tv

Ma cosa ha da guadagnare la coppia Salvini-Renzi dal confronto televisivo? Senz’altro aumentare le reciproche visibilità: la notizia del loro confronto, dal momento in cui l’ex segretario del Partito Democratico ha lanciato l’idea, ha fagocitato letteralmente qualsiasi altra news proveniente direttamente dal contesto politico della giornata. Tutti gli occhi saranno puntati su di loro: entrambi hanno da guadagnarci in termini di consensi (e lo faranno sicuramente). Matteo Renzi, con il suo nuovo soggetto Italia Viva, punterà a rosicchiare punti percentuali al Partito Democratico. Matteo Salvini, invece, punta a dare la spallata definitiva al Movimento 5 Stelle. Entrambi esporranno uno sguardo decisamente critico sul governo, Renzi dall’interno e Salvini dall’esterno.

Salvini-Renzi, gli ultimi sondaggi

Matteo Renzi potrà dare sfoggio della sua preparazione a livello retorico, senza dubbio maggiore rispetto a quella dell’avversario. Il suo stile farà più presa su un pubblico medio-borghese che, inevitabilmente, si identificherà in lui. Matteo Salvini, invece, punta a fare man bassa di un pubblico più sensibile agli slogan estemporanei e ai temi da sempre più utilizzati nella sua campagna elettorale.

Del resto, hanno bisogno di crescere nei sondaggi: l’ultimo di Termometro Politico (mostrato stamani a Coffee Break su La7) segnala un Matteo Salvini che è tornato ai livelli pre-crisi con un 34% abbondante. Italia Viva, invece, sfiora – senza sfondare questa soglia psicologica – il 5%. Una lotta impari? Forse, anche se è Matteo Renzi quello che ha davanti i margini di miglioramento più ampi, mentre Matteo Salvini sembra aver raggiunto la soglia massima oltre la quale è impossibile per lui spingersi.

Entrambi se le daranno di santa ragione. Senza, però, farsi troppo male tra di loro.

FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI