A Porta a Porta il duello su quota 100 si sposta sullo zio di Renzi

di Enzo Boldi | 15/10/2019

Salvini-Renzi

Nel duello televisivo Salvini-Renzi, in onda su Rai1, il leader della Lega e quello di Italia Viva hanno deciso di utilizzare un parente per motivare chi la sua contrarietà e chi la sua strenua difesa di Quota 100, uno dei provvedimenti approvati dal precedente Esecutivo. Si tratta dello zio di Matteo Renzi, diventato protagonista della serata nel salotto di Bruno Vespa a sua insaputa.

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Partiamo dall’inizio. Il primo a citare questo personaggio è stato Matteo Renzi: «Temo che quota 100 sarà confermato, io sarei per non farlo. Perché non voglio confermarla? Perché per far andare in pensione un anno e mezzo prima un vigile di 64 anni come zio, sa quanto ci costa? 20 miliardi in 3 anni, una cifra pazzesca e io preferirei mettere quei soldi per le famiglie, nella busta paga dei lavoratori». Un timore che sembra esser confermato anche dalle parole di Giuseppe Conte che ha ribadito come il provvedimento non sarà cancellato prima della sua scadenza naturale (triennale).

Salvini-Renzi e lo zio del leader di Italia Viva

Lo zio 64enne, vigile fiorentino, diventa l’emblema (a sua insaputa) dello scontro ‘più politico’ della serata del duello Salvini-Renzi. Il leader della Lega, infatti, non ha perso l’occasione per sfruttare l’assist del rivale e replicare: «Grazie a quota 100 si possono aiutare ad andare in pensione i lavoratori che non ce la fanno più, infermieri con la schiena rotta, camionisti. Io mi auguro che lo zio di Renzi vada in pensione a ottanta anni. Ma in tanti non ce la fanno più».

Conte frena Italia Viva

E la presa di posizione di Matteo Renzi è vana dato che il premier Giuseppe Conte ha ribadito più volte come quota 100 resterà attiva fino alla sua scadenza e che non sarà stralciata dalla prossima manovra. E anche stasera, durante il duello a Porta a Porta, Salvini ne ha parlato come una «svolta epocale».

(foto di copertina: ANSA/FABIO FRUSTACI)