Rimandata al 14 luglio la riapertura delle discoteche, rimandato il calcetto

di Ilaria Roncone | 11/06/2020

Conte ha firmato un nuovo dpcm per le riaperture della Fase 3, che (nella sua bozza) presupponeva il libera tutti per gli sport di contatto e quindi il regolare ritorno anche ad attività come la boxe e le arti marziali. Tra le notizie che smentiscono quanto affermato negli scorsi giorni ci sarebbe quella delle riaperture delle discoteche, rimandata al 14 luglio invece di lunedì 15 giugno.

LEGGI ANCHE >>> Giorgia Meloni sulle statue di Cristoforo Colombo, abbattute dall’«odio cieco della sinistra» con «prepotenze degne dell’ISIS»

Discoteche, sale da ballo, fiere e congressi dal 14 luglio

La riapertura delle discoteche sarà rinviata di un mese rispetto al previsto. Si parla del 14 luglio invece del 15 giugno, nonostante le linee guida fossero state approvate dalla Conferenza Stato-Regioni. La stessa cosa vale per sale da ballo, congressi e fiere. Riaprono da lunedì le aree da gioco per bambini nei parchi e nelle ville di tutta Italia; l’accesso sarà consentito ai minori insieme a familiari o altre persone (baby sitter, per esempio) sempre nel rispetto delle norme di distanziamento previste. Prevista lunedì la riapertura di sale giochi, scommesse e bingo; lo stesso vale per centri benessere, terme e comprensori sciistici.

Fuori Europa dopo il 30 giugno

Rimane il divieto di uscire fuori dalla zona Schengen per ragioni al di là delle famose tre comprovate: lavoro, salute, necessità. Gli italiani potranno viaggiare nei paesi Ue più Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano e, a partire da martedì 16 anche in Albania, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del nord, Serbia.

Le condizioni per gli sport di contatto

Rimandata al 25 giugno, dopo alcune polemiche, la ripresa dei cosiddetti sport di contatto. Nel testo della bozza del dpcm era scritto; «A decorrere dal 15 giugno 2020 è consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle regioni e province autonome che abbiano preventivamente accertato, d’intesa con il ministero della Salute e dell’autorità di governo delegata in materia di sport, la compatibilità delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori, in conformità con le linee guida di cui al periodo precedente per quanto compatibili». Poi, però, il passo indietro.