Francia e Germania quantificano il Recovery Fund: 500 miliardi

di Gianmichele Laino | 18/05/2020

Recovery Fund
  • Francia e Germania d'accordo sul Recovery Fund

  • Emissione di titoli rimborsabili dall'UE per un totale di 500 miliardi

  • Soddisfazione da parte di Palazzo Chigi

La risposta di Francia e Germania alla crisi economica da coronavirus. Emmanuel Macron e Angela Merkel hanno annunciato l’entità del Recovery Fund, la misura economica che l’Unione Europea metterà in campo insieme alle altre per dare una risposta alle situazioni di difficoltà che diversi Paesi tra i 27 stanno attraversando in questo momento. L’asse è solido e, in qualche modo, rappresenta l’accordo definitivo tra tutti gli Stati membri. La Francia rappresenta la linea dei Paesi mediterranei, tra cui l’Italia, che erano partiti dall’idea dei coronabond. La Germania, invece, si fa portavoce di tutti quegli stati del nord che, inizialmente, volevano che l’intervento dell’Europa fosse limitato al Bei, al Mes e al fondo Sure per la cassa integrazione europea.

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Recovery Fund, la pax europea firmata da Francia e Germania

L’Unione Europea emetterà titoli che verranno distribuiti tra tutti i Paesi dell’Unione e che verranno restituiti non dai singoli Paesi ma dall’UE stessa, con tassi di interesse molto vantaggiosi, visto la solidità della sua posizione economica. La Germania contribuirà in maniera molto consistente all’emissione, con il 27% del totale. Gli aiuti che arriveranno dai Recovery Fund rappresenteranno senz’altro uno strumento per eliminare le distanze tra i Paesi al momento della ripresa economica post coronavirus.

La risposta dell’Unione Europea si arricchisce così di un altro strumento, di quello che l’Italia e la Spagna si sono sempre fatti promotori. Non a caso, arriva la soddisfazione anche da parte di Palazzo Chigi: «Quanto appena dichiarato da Macron e da Merkel – comunicano dalla presidenza del Consiglio – rappresenta un buon passo in avanti che va nella direzione sin dall’inizio auspicata dall’Italia per una risposta comune ambiziosa alla pandemia. Una dimensione di 500 miliardi euro di soli trasferimenti è senz’altro un buon punto di partenza, ed è comunque una dotazione di sussidi che si avvicina a quanto richiesto di recente dall’Italia e da altri partner. Da questa somma si può partire per rendere ancora più consistente il Recovery Fund, nel quadro del budget europeo».