Assenza di personale e mancanza di mascherine, il quadro del Pio Albergo Trivulzio nei giorni dell’epidemia

di Redazione | 09/07/2020

Pio Albergo Trivulzio

Cos’è successo al Pio Albergo Trivulzio nei giorni della pandemia da coronavirus? Sicuramente, la commissione d’inchiesta ha evidenziato alcune criticità. Tra queste, l’assenza di personale non tutto in malattia a causa del coronavirus e l’inadeguata fornitura di dispositivi di protezione come le mascherine. Una situazione piuttosto complessa, come è stato evidenziato dai commissari a cui è stato affidato il compito dell’ispezione, Gherardo Colombo (incaricato dal Comune) e Giovanni Canzio (incaricato dalla Regione Lombardia), ma che non sarebbe poi così dissimile dalle criticità riscontrate nelle altre RSA lombarde.

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Pio Albergo Trivulzio e il problema assenteismo nei giorni dell’epidemia

In tutto, nel Pio Albergo Trivulzio ci sono stati – lo ricordiamo – 300 decessi che possono essere collegabili, in qualche modo, all’epidemia di coronavirus. Una gestione non propriamente efficace di una pandemia che, tuttavia, ha mostrato di poter far male anche in strutture sanitarie più organizzate. L’impatto sul Trivulzio resta ancora da valutare anche se emergono, in realtà, problemi piuttosto seri relativi agli elementi base che avrebbero dovuto essere garantiti.

Il dato più critico riguarda il personale: il 9% degli impiegati è risultato assente – dal mese di febbraio – per motivi legati al coronavirus. Ma nei giorni successivi, le persone che operavano all’interno del Pio Albergo Trivulzio erano poco più di 250, una soglia comunque molto bassa rispetto a una RSA in piena attività, soprattutto con questa portata e con questo numero di ospiti. Le indagini di Ats andranno avanti e faranno emergere eventuali responsabilità in tutto questo. Per ora si partirà da questi punti fermi.