Il papà di Laurent: «Qualcuno ha plagiato mio figlio. Chi lo ha portato in aeroporto?»

di Ilaria Roncone | 11/01/2020

ragazzino migrante morto
  • Il padre di Laurent afferma che non ci sono ragioni plausibili per il gesto

  • «Laurent era ingenuo, qualcuno deve avergli fatto credere chissà cosa»

  • Al padre di Laurent serve l'aiuto economico delle autorità per raggiungere il figlio a Parigi

La vicenda di Laurent, il ragazzino di 14 anni trovato morto nel carrello di un aereo atterrato a Parigi e partito dalla Costa D’Avorio, è stata commentata dal padre del ragazzino. Ani Guibahi Laurent Barthélémy, questo il nome completo come reso noto dal ministro dei Trasporti Francese, frequentava una quarta classe a Yopougon e quel giorno – come riferisce il padre – era andato a scuola come tutte le altre volte. Il gesto incomprensibile non trova spiegazione nella mente del genitore del ragazzino migrante morto: «mio figlio è stato fuorviato da qualcuno».

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Ragazzino migrante morto: il padre convinto che sia stato manipolato

«È un gesto inspiegabile, mio figlio è stato fuorviato da qualcuno»: queste le parole di Marius Ani Guibay, padre di Laurent, che tramite telefono domanda di rispettare il lutto della sua famiglia ma accusa chi non lo ha aiutato a salvare suo figlio e domanda aiuto alle autorità e ai giornalisti per venire a capo della tragica vicenda. Padre di quattro figli, Marius si definisce come «modesta» la propria famiglia; «anche con i pochi mezzi che abbiamo cerchiamo di crescere i nostri figli con sani principi» e Laurent «era tranquillo, un ragazzo sempre allegro, docile. Non era uno scapestrato, non beveva, non ci aveva mai dato alcun problema». Il padre di Laurent non riesce a darsi pace per quanto accaduto, considerato che suo figlio – per quanto ne sapeva – non aveva nemmeno un cellulare così come non aveva modo di arrivare all’aeroporto: «Chi ce l’ha portato? E perché non è stato fermato dagli agenti aeroportuali? Non è possibile che un minorenne possa aggirarsi da solo vicino a un aereo».

Laurent non avrebbe mai pensato all’Europa

Secondo il padre Laurent non avrebbe mai pensato all’Europa ma solo a costruirsi un futuro studiando come gli altri suoi figli. «L’Europa? E chi ci pensa mai?», ha detto Marius, affermando che deve essere stato qualcun’altro a mettere nella testa del figlio «questa idea terribile». L’allarme da parte della famiglia è stato dato dopo che lunedì pomeriggio il ragazzino – come accadeva di consueto – non è tornato da scuola. Dopo che la sorella è andata a domandare agli amici cosa fosse successo i genitori di Laurent sono andati a denunciare la scomparsa «senza trovare sostegno da parte delle autorità» e diffondendo poi sui social «un avviso con la foto di Laurent per tentare di ritrovarlo». Solo giovedì è arrivata la tragica notizia, «quasi due giorni dopo il ritrovamento del corpo».

Il padre di Laurent attende risposte dal governo

Oltre ad accusare le autorità dell’aeroporto il padre di Laurent ha affermato: «Attendo risposte dal governo. Aiutatemi anche voi giornalisti. Sono sicuro che c’è qualcuno che non dice tutta la verità». Nessun parente in Francia, nessuna ragione per partire e rischiare così tanto, zero possibilità per la famiglia di pagarsi il viaggio e arrivare da Laurent a Parigi. «Non ho i soldi per pagarmi il viaggio. Se le autorità mi diranno che è possibile allora, certo, lo farò per stare vicino a Laurent. Ma non voglio che rimanga in Francia, deve tornare qui, a casa», ha affermato Marius che ha ribadito quanto il figlio fosse ingenuo, tanto che «qualcuno deve avergli fatto credere chissà cosa».