Storia di un lettore appassionato e di quel virus che frantumò il suo cuore

di Gianmichele Laino | 16/04/2020

morte Sepulveda
  • Le due riflessioni sulla morte di Luis Sepulveda

  • Il virus che sta indebolendo la nostra cultura

  • La malattia che sta rendendo così trascurabili le morti più dolorose

Ci sono due cose che vengono subito in mente, con la notizia della morte di Luis Sepulveda. La prima è che questo coronavirus sta distruggendo con tutte le sue forze anche gli aspetti più intimi del genere umano. Perché non riguarda soltanto una questione di salute e di indubitabile rischio per la sicurezza di ciascuno. Questo virus ci sta colpendo anche l’anima, perché – a ogni giorno che passa – entra dentro le nostre debolezze. Con le ferite mortali davvero incolmabili che sta lasciando all’interno dello scibile umano, della cultura, di tutto quello che le sta intorno.

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Morte Sepulveda, questo virus che ci sta colpendo nell’anima

Il virus che impedisce di andare a scuola. Il virus che ha imposto la chiusura delle librerie. Il virus che ci sta sottraendo dei punti fermi della nostra formazione culturale. Luis Sepulveda era un pilastro dell’educazione. Impossibile non leggere i suoi brani antologici all’interno delle scuole italiane. E adesso, in un momento preciso in cui docenti e alunni si stanno affaccendando con la didattica a distanza, cercando di superare le distanze e i limiti di una connessione troppe volte lenta, la notizia della morte di un gigante della letteratura mondiale arriva a rendere ancora più grigia quella lezione fatta senza il contatto umano, senza quella corrispondenza di sensi così importante nel rapporto pedagogico.

La seconda cosa che la morte di Sepulveda si porta con sé è la scoperta della fragilità dell’uomo. Non del suo fisico, perché questa è cosa nota. Quanto della sua permanenza nella pubblica opinione. Luis Sepulveda sarà una vittima tra le tante, di quelle che stanno rendendo la terra un posto meno confortevole, perché privo del loro calore umano. Le sue parole, che pure hanno segnato una generazione, non avranno il giusto risalto in mezzo a questa tragedia collettiva.

Ci saranno le notizie ai telegiornali e nelle homepage dei principali siti. Poi, il fascione con le breaking news lascerà il passo al lutto successivo. C’è solo questa continuità nei giorni più bui che il mondo sta vivendo. Leggeremo le gesta di Zorba che assiste stupito al miracolo dell’uovo che si schiude. Ma da soli, senza quell’umanissima esigenza di condividere il dolore.

È anche questo che rende più amara la nostra storia di lettori appassionati e di questo virus che frantumò i nostri cuori.