La concessione del telefono, Alessio Vassallo: “Ho un personaggio alla Fratelli Coen. Abbiamo il dovere di tramandare Camilleri””

di Thomas Cardinali | 23/03/2020

La concessione del telefono alessio vassallo

Alessio Vassallo torna nuovamente nel mondo di Vigata con La Concessione del Telefono, dopo aver già fatto parte delle grandi trasposizioni di Andrea Camilleri in “La stagione della caccia” e “Il Giovane Montalbano“. Un attore siciliano, quindi doppiamente orgoglioso di portare sullo schermo una Sicilia non stereotipata e per questo affascinante solo come quella descritta dal più grande drammaturgo del nostro ‘900 sa essere. Alessio Vassallo ne “La Concessione del Telefono” interpreta il Genuardi, un uomo convinto che ottenere una linea del telefono personale possa portargli grandi vantaggi. Non staremo di certo a spoilerarvi il film  questa sera in prima serata su Rai 1 (qui la nostra intervista all’altro protagonista Thomas Trabacchi), ma abbiamo avuto modo di intervistare telefonicamente l’artista che si è raccontato in una bella chiacchierata.

Prima di tutto Alessio Vassallo ci ha raccontato di star vivendo la quarantena a Roma e che sente ancor di più in questo momento la responsabilità di piacere al pubblico ne “La Concessione del Telefono”: “Sto vivendo a casa dove dobbiamo stare tutti, dobbiamo seguire le direttive del governo. State a casa, mangiate ingrassate e poi andremo tutti in palestra. Non andate al parco a correre, io invidio anche chi fa palestra a casa perché non ci riesco proprio. L’unico modo per uscire da questo periodo terribile è stare a casa. Noi dobbiamo ringraziare i medici, chi lavora al supermercato e chi ci permette di restare comodamente a casa. Noi artisti abbiamo il compito di prendere le persone per strada regalandole qualche ora di leggerezza. Noi lo faremo portandole a Vigata. La gente ha bisogno di pensare ad altro, poi l’informazione è sempre necessaria”.

Un ritorno a Vigata come detto dopo le avventure de “Il Giovane Montalbano” e ne “La Stagione della caccia“: “Questa è la mia quarta volta a Vigata, ma la differenza questa volta è che La concessione del telefono fa ridere tanto e c’è molta più commedia. È stata una grande sfida perché non c’è un registro preciso, si passa dalla commedia più spinta al dramma profondo ed è stata una montagna russa. Era molto complicato trovare un equilibrio, ma Roan Johnson è un regista che stimo molto con cui ho fatto tre film ed eravamo già rodati”.

Poi gli chiediamo del suo Filippo Genuardi e a quel punto Alessio Vassallo lancia un paragone azzardato, ma probabilmente azzeccato se si conosce il testo letterario da cui è tratto “La Concessione del Telefono: “Il mio personaggio è un po’ alla Fratelli Coen, Pippo Genuardi si ritroverà schiacciato tra i poteri forti dello Stato e la Mafia soltanto per aver chiesto una concessione telefonica. Lui è stato molto insistente con continue lettere e verrà messo in mezzo a un ginepraio che porterà alla cosiddetta mala lingua siciliana: una verità che passa di bocca in bocca cambiando. Lui si troverà a vivere un po’ come Ulisse, cercherà di approdare ad Itaca dopo un viaggio incredibile. Avevo letto questo libro, e il mio preferito di Camilleri era un sogno interpretarlo. Siamo stati molto fedeli e Roan è stato bravissimo a trasformare le lettere in immagini”

Alessio Vassallo: “La Concessione del Telefono racconta il male della burocrazia. Le fughe in Sicilia? Da irresponsabili”

La concessione del telefono alessio vassallo
La concessione del telefono alessio vassallo

Un’opera ambientata nella Sicilia del 1800 e per questo ancor più straordinaria dato che riesce ad essere di grande attualità: “La burocrazia è il grande male del nostro paese da sempre, dalle mascherine bloccate ai processi infiniti ma fino a cose semplici come mandare una raccomandata. Camilleri racconta una Sicilia bella, una Sicilia fatta di odori e sapori. Lui ha creato dei personaggi forti, loro sbagliano e questo fa sì che siano davvero umani come ad esempio lo stesso Montalbano che per questo è tanto amato dal pubblico”.

Da siciliano Alessio Vassallo non poteva non amare visceralmente la scrittura di Andrea Camilleri, di cui conserva un ricordo bellissimo: “Ho avuto la fortuna di incontrare più volte Camilleri, che venne anche a trovarci sul set de Il Giovane Montalbano. Quando ci si è palesato davanti sul set per me da siciliano era come se mi fosse apparso davanti Pirandello. Ho avuto modo di incontrarlo svariate altre volte, una delle quali in Campidoglio quando gli diedero la cittadinanza onoraria di Agrigento. Lui è stato un grande pensatore e abbiamo il dovere di tramandarne la conoscenza. Mi piacerebbe tanto tornare a Vigata, so che la produzione sta pensando”.

Abbiamo chiesto poi ad Alessio Vassallo come ha vissuto il mancato passaggio cinematografico de La Concessione del Telefono e di che rapporto abbia con lo streaming, dove è andato recentemente in Italia con Passeggeri Notturni su Rai Play e in tutto il mondo con I Medici venduta a Netflix per l’estero: Penso che lo streaming sia importantissimo perché puoi vedere una serie quando vuoi e come vuoi, però devo dirti che sono alla vecchia maniera ed amo molto la diretta. Oggi ci manca la condivisione quindi non si deve perdere la possibilità di vedere tutto insieme a tavola un bel film. La cosa triste è che ci hanno bloccato l’uscita in sala, sarebbe stato bello. dovevo anche partire a metà aprile in un film con Claudia Gerini, ma è tutto fermo”.

L’attore ci ha poi salutato con una riflessione sulla fuga dal nord verso la Sicilia, dove lui ha scelto per senso di responsabilità di non tornare: “Sono rimasto a Roma, sarei potuto scendere in Sicilia prima che chiudessero tutto con un biglietto già fatto,  ma non l’ho per senso di responsabilità. Io sto bene e non ho nulla, ma i miei genitori sono anziani e l’ho fatto per loro. Chi è scappato al sud è stato molto irresponsabile. So che magari la paura possa fare dei brutti scherzi, ma non si può fare una cosa del genere. Se vai al nord che ti ha dato lavoro e una famiglia magari non rischiare di portare il contagio in Sicilia. Non posso permettermi di giudicare nessuno, non tutti hanno il sangue freddo e hanno preferito scendere. Ora fortunatamente hanno bloccato tutto”.

L’appuntamento con Alessio Vassallo e La Concessione del Telefono è questa sera in prima serata su Rai 1.