La bufala dei 50 milioni di morti per l’influenza spagnola dopo il vaccino

di Enzo Boldi | 29/06/2020

Influenza spagnola

Quasi trecento condivisioni che possono sembrare poche, ma che si aprono a una platea che rischia di cadere nella bufala. Si tratta di un post Facebook – comparso nella giornata di domenica – in cui si sostiene che la seconda ondata di vittime per l’influenza spagnola – nel 1918 – sia stata provocata dai vaccini. Un commento farcito di errori storici su quell’evento drammatico, con dati senza senso e privi di qualsiasi riscontro. A partire dal fatto che quando il mondo fu colpito da quella pandemia, il vaccino non era stato ancora trovato (e si arrivò all’immunizzazione solo 18 anni dopo).

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Il post che contiene informazioni false non può che fare riferimento a quanto sta accadendo – e accadrà – nel mondo in vista dell’arrivo di un vaccino anti-Covid. Il tutto strumentalizzando alcune parole dell’Oms – in particolare quelle del direttore aggiunto Ranieri Guerra – che si è detto sicuro di un ritorno del Coronavirus nella stagione autunnale. Questo quanto compare su Facebook.

Influenza spagnola, la bufala del vaccino che ha provocato 50 milioni di morti

Come spiega FactaNews, questo post sulle presunte 50 milioni di vittime dopo il vaccino contro l’influenza spagnola è infarcito di errori: quel virus H1N1 si sviluppò in tre ondate e quella più violenta arrivò nell’autunno del 1918. In totale, nei due anni in cui l’infezione ha colpito il mondo, ci furono oltre 500 milioni di infettati e oltre 50 milioni di morti. Ma il vaccino non c’entra. Anzi: l’immunizzazione contro l’influenza spagnola venne trovato solamente nel 1936. Ben 18 anni dopo.

Neanche la storia…

Eppure quel post, contenente informazioni palesemente false a sostegno delle tesi No vax e complottiste nei confronti dell’Oms, ha ottenuto centinaia di condivisioni. La storia, invece, mostra ben altro. Insomma, sostenere questa vicenda per portare avanti la propria battaglia contro il vaccino anti-Covid non è solo fuorviante, ma falso.

(foto di copertina: da Facebook)