Gianluigi Paragone scherza: «Espulso? No, il nulla non espelle. Da oggi ci divertiamo»

di Gianmichele Laino | 02/01/2020

Gianluigi Paragone
  • Gianluigi Paragone è stato espulso dal Movimento 5 Stelle

  • Il senatore non si rassegna e annuncia battaglia

  • Possibile un ricorso alla giustizia ordinaria: "Da oggi ci divertiamo"

Il caso politico del giorno è senz’altro l’espulsione dal Movimento 5 Stelle di una delle figure più rappresentative del nuovo corso del partito che, dopo il 4 marzo 2018, è andato al governo. Gianluigi Paragone è stato cacciato dai probiviri pentastellati per la sua decisione di non votare la fiducia sulla manovra 2020. Al senatore era stato chiesto conto di questo suo comportamento, ma la sua memoria difensiva era stata giudicata insufficiente.

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Gianluigi Paragone dice che da oggi si vuole divertire

Tuttavia, Paragone non si rassegna. Dopo la notizia circolata ieri sera, ha rilasciato una breve intervista al Corriere della Sera, in cui ha spiegato quanto accaduto. O, meglio, ha piuttosto scherzato: prima ha minimizzato l’accaduto, poi ha fatto capire che questa scelta avrà delle conseguenze «divertenti» nei prossimi giorni, a partire da oggi.

«Io espulso? – ha detto Gianluigi Paragone -. Ma no. Ti espelle il nulla. Se perdi due elettori su tre sei stato espulso dal nulla». Ovviamente, la polemica è sulla perdita dell’identità da parte del Movimento 5 Stelle, in seguito all’accordo di governo con il Partito Democratico. Gianluigi Paragone è stato uno dei più tenaci difensori del contratto firmato con la Lega e il primo a dissentire quando il governo era caduto in seguito alla crisi del Papeete. Fino a questo momento, tuttavia, ha fatto opposizione interna. Vista l’espulsione, ora, la sua sarà opposizione vera, probabilmente in un nuovo partito.

Gianluigi Paragone e il ricorso alla giustizia ordinaria contro il M5S

Ma Gianluigi Paragone non ha intenzione di fermarsi. Quando il giornalista del Corriere della Sera gli chiede delle motivazioni dei probiviri, il senatore temporeggia. E quando la domanda si fa più incalzante, con la richiesta di un eventuale ricorso alla giustizia ordinaria (strada che, prima di lui, hanno seguito diversi esponenti espulsi dal Movimento 5 Stelle), la sua risposta è emblematica: «Da domani (oggi, ndr) ci divertiamo».