La morte di Willy «si poteva evitare, li conoscevano tutti qui quei due fratelli: erano furie»

La rabbia degli amici di Willy e dei testimoni di quanto accaduto esplode

07/09/2020 di Ilaria Roncone

Esplode l’ira dei testimoni del brutale pestaggio e degli amici di Willy Monteiro. La consapevolezza più brutta di tutta, adesso, è che questa tragedia avrebbe potuto essere evitata. «I fratelli Bianchi erano furie, lo sapevano tutti. Non doveva accadere», dicono gli amici di Willy, che quei due e la banda di cui facevano parte insieme agli altri due amici – soprannominata la banda di Artena, il comune da cui provengono – li conoscevano fin troppo bene.

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I fratelli Bianchi già «autori di altri pestaggi»

Marco Bianchi, soprannominato El Maldito ed esperto di arti marziali e sui fratello Gabriele li conoscevano tutti perché da anni terrorizzavano la loro zona con risse varie e pestaggi. Colleferro ora piange quella tragedie che si sarebbe potuta evitare. Tutti i quattro arrestati hanno precedenti di polizia tra lesioni, stupefacenti, risse e minacce. Andavano in giro, forti di moto, tatuaggi e muscoli, a spaventare e fare gli spavaldi. Ora che tutti e quattro sono in carcere gli amici di Willy e i testimoni del brutale omicidio affermano che ci sarebbero dovuti finire prima. Un amico di Willy, Alessandro, ha parlato con Il Messaggero: «Non si può morire a 21 anni così. Li conoscevano tutti qui quei due fratelli. Da due anni litigano e picchiano con le stesse modalità, sono stati autori di altri pestaggi. Con uno di loro ho litigato pochi mesi fa perché dava fastidio a un mio amico – aggiunge – La rabbia è che non è la prima volta che fanno così. Si poteva evitare».

Un amico testimone: «Quelli erano delle furie»

Ad Adnkronos ha parlato Lorenzo, buon amico di Willy presente al momento del pestaggio. «Eravamo molto amici, frequentavamo da tempo la stessa comitiva. Ero lì davanti, l’ho visto morire», riferisce ancora sotto shock, «non potrò mai togliermi la scena dalla testa, non respirava più». Il tutto è durato molto poco: «Sono rimasto vicino a lui per un’ora, forse meno. Quelli erano delle furie. Non ricordo molto bene. Willy qui lo conoscevano tutti. Un ragazzo solare, silenzioso, buono, non avrebbe mai fatto male ad una mosca. Una tragedia incredibile».

 

 

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