Colleferro, spunta un quinto indagato per il pestaggio che ha causato la morte di Willy

Per ora non è stato sottoposto a fermo ma è iscritto nei registri

di Ilaria Roncone | 07/09/2020

omicidio volontario Willy

Nel registro degli indagati per il brutale pestaggio che ha portato alla morte di Willy Monteiro Duarte a Colleferro spunta un quinto nome. Ancora non si sa molto di questa persona: si tratterebbe di un giovane sul quale i carabinieri stanno indagando e che sarebbe coinvolto – non è chiaro a che livello – nella vicenda. Ufficialmente iscritto nel registro degli indagati dei pm che stanno trattando il caso, il quinto non è stato sottoposto a fermo a differenza di Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia che si trovano tutti a Rebibbia per omicidio preterintenzionale.

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Willy «finito in mezzo per caso» a una rissa nata «per dei like a una ragazza»

Fanpage.it ha raccolto la testimonianza di un ragazzo che conosceva Willy e che ha provato a spiegare l’origine della violenza che ha travolto il 21enne. «È nato tutto per un litigio tra terzi all’interno del locale per dei like a una ragazza», ha detto, «Francesco (Belleggia n.d.a.) stava discutendo con alcune persone e ha tirato un pugno in faccia a qualcuno. Dopodiché Mario (Pincarelli n.d.a.) gli è andato dietro e ha tirato un altro pugno. Poi sono scappati e hanno chiamato Marco e Gabriele (Bianchi n.d.a.)». Usciti dal locale è in piazza che i quattro si sono trovati davanti Willy: « Quando sono arrivati a piazza Italia, Willy stava salendo in macchina. Il tutto è durato circa dieci secondi, sono scesi dall’auto e hanno menato tutti quelli che si sono trovati davanti. Willy non c’entrava assolutamente nulla, se fossero arrivati 5 secondi dopo sarebbe ancora qui. Da quello che ho capito ha cercato di aiutare un amico che veniva pestato e si è trovato in mezzo. Pesava forse 45 chili contro i 100 loro».

Willy colpito più volte con calci e pugni alla testa

Inutile il tentativo di soccorso di Antonio Carella, comandante della stazione dei carabinieri, che ha chiamato l’ambulanza sulla quale Willy è morto ancor prima di arrivare in ospedale. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti i quattro – ancora da chiarire se cinque – si sarebbero accaniti su Willy colpendolo più e più volte con calci e pugni su tutto il corpo e in particolare sulla testa. Il giovane, finito quasi subito a terra sanguinante, è stato brutalizzato e non ha avuto possibilità di scampo. Il padre di un amico di Willy ha raccontato la versione del figlio: «Mi ha detto che stavano tornando a casa dopo una serata passata da amici. Stavano attraversando la strada per prendere la macchina e c’era una discussione. Willy probabilmente conosceva chi stava discutendo e si è avvicinato per dire ‘smettete di litigare‘, ma non era assolutamente coinvolto nella discussione».