Fontana dice che sarà più aggressivo nel far capire che bisogna stare a casa

di Gianmichele Laino | 18/03/2020

indici Lombardia
  • Continuano a essere diffusi dati allarmanti sulla popolazione italiana che esce di casa

  • Il governatore della Lombardia Fontana ha detto che bisognerà essere più aggressivi

  • Tra un po' la Lombardia potrebbe non riuscire ad assicurare le cure a tutti

Restare a casa è un mantra, ma le persone evidentemente non colgono. Attilio Fontana, il governatore della regione Lombardia, è intervenuto prima dell’ora di pranzo per fare il punto della situazione, come sempre dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Oggi, il tono della sua voce è apparso come al solito pacato, ma molto più risoluto nel fotografare l’emergenza. Secondo Attilio Fontana, infatti, sono ancora troppe le persone che continuano a gironzolare per le città italiane – e lombarde, in particolare – e che questo aspetto non favorisce di certo il rallentamento del contagio.

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Fontana aggressivo con le persone che non staranno a casa nei prossimi giorni

«Purtroppo i numeri del contagio non si riducono, continuano ad essere alti – ha detto Fontana -. Fra poco non saremo più nelle condizioni di dare una risposta a chi si ammala. Io lo sto dicendo in modo educato, ma fra un po’ bisognerà cambiare il tono perché se non la capite con le buone bisogna essere un po’ più aggressivi anche nel farvela capire. Non vi stiamo chiedendo un sacrificio così, ma per salvare delle vite umane. Ogni uscita di casa è un rischio per voi e per gli altri».

Non si capisce bene quali altre misure restrittive potrebbe prendere il governo per scoraggiare le uscite dalle abitazioni di diversi cittadini che sembrano non prestare molta attenzione alle regole imposte dal dpcm dell’11 marzo 2020. Tuttavia, è opportuno sottolineare come sia importante restare nelle proprie abitazioni, prima di tutto per evitare la possibilità di un maggiore contagio.

Attualmente, continua ad aumentare il numero delle persone denunciate a causa della violazione delle prescrizioni e con il dato, comunicato dalla Lombardia, del 40 per cento delle persone che ha compiuto spostamenti oltre i 300 metri dalla propria abitazione. Un elemento senz’altro sconfortante, soprattutto alla luce della carenza sempre più marcata dei posti in terapia intensiva in regione Lombardia e dei salti mortali che si stanno compiendo per garantire una maggiore presenza di cure specializzate per i pazienti più gravi.