Oggi Salvini non sarà più ministro dell’Interno

di Redazione | 13/08/2019

dimissioni Salvini
  • Salvini si trova nella condizione di aver presentato una mozione di sfiducia al suo stesso governo

  • Per questo, prima del voto in Senato dovrebbe dimettersi

  • Secondo i retroscena lui e gli altri ministri della Lega potrebbero farlo già oggi

Dovremo iniziare ad abituarci e a ritarare le definizioni di Matteo Salvini. Stando a quanto rivela il Corriere della Sera è molto probabile che nelle prossime ore, forse a ridosso del voto del Senato sulla calendarizzazione della crisi, il ministro dell’Interno si dimetterà dall’esecutivo di Giuseppe Conte e con lui tutti gli altri ministri e sottosegretari della Lega. Su questa decisione pesa la mozione di sfiducia presentata dallo stesso Salvini nei confronti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Dimissioni Salvini forse già nella giornata di oggi

Una situazione del genere, infatti, sarebbe risultata decisamente anomala. I senatori della Lega che sono anche ministri – è il caso di Salvini – si sarebbero trovati nella paradossale situazione di dover votare una sfiducia al numero uno di un governo di cui invece fanno parte. Una sorta di sfiducia contro se stessi. Lo ha sottolineato Luigi Di Maio nella sua diretta Facebook di ieri.

Per questo motivo, la coerenza imporrebbe un passo indietro. E adesso che la crisi sta entrando nel vivo con i primi atti formali (oggi si voterà sulla data della discussione in Senato della mozione di sfiducia nei confronti di Giuseppe Conte), potrebbe essere il giorno buono per rimettere il mandato. Al momento, ci sono sette ministri in quota Lega e 17 sottosegretari che dovranno presentare le loro dimissioni.

Cosa succederà dopo le dimissioni Salvini

Successivamente, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dovrà far fronte a questa massiccia uscita dall’esecutivo attraverso la gestione ad interim dei ministeri. È ovvio che, se non arriveranno le dimissioni del presidente del Consiglio o se quest’ultimo non dovesse essere sfiduciato, sarà necessario un nuovo rimpasto corposo, con l’esclusione della Lega e la formazione di una nuova squadra di governo. Un Conte-bis che dovrà andare a cercare la fiducia in Parlamento.